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*** Leggere è come vivere una seconda vita (vedi perché) *** 
Il sabato del villaggio
 
Solo qualche colore (azzurro) in tutta la descrizione dell'ambiente del villaggio prima del giorno di festa. Tanti verbi invece e tante brevi frasi. Sono dei tocchi d'arte, come l'occhio li vede, ognuno rappresenta una scena, quasi come in un teatro dove nessuno sa che la gioia è nell'attesa della festa.  
Bellissima intuizione che fa riflettere sulla nostra vita e sul tempo della speranza e della tristezza.
 
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 Il sabato del villaggio 

La donzelletta vien dalla campagna, 
In sul calar del sole, 
Col suo fascio dell'erba; e reca in mano 
Un mazzolin di rose e di viole, 
Onde, siccome suole, 
Ornare ella si appresta 
Dimani, al dì di festa, il petto e il crine. 
Siede con le vicine 
Su la scala a filar la vecchierella, 
Incontro là dove si perde il giorno; 
E novellando vien del suo buon tempo, 
Quando ai dì della festa ella si ornava, 
Ed ancor sana e snella 
Solea danzar la sera intra di quei 
Ch'ebbe compagni dell'età più bella. 
Già tutta l'aria imbruna, 
Torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre 
Giù da' colli e da' tetti, 
Al biancheggiar della recente luna. 
Or la squilla dà segno 
Della festa che viene; 
Ed a quel suon diresti 
Che il cor si riconforta. 
I fanciulli gridando 
Su la piazzuola in frotta, 
E qua e là saltando, 
Fanno un lieto romore: 
E intanto riede alla sua parca mensa, 
Fischiando, il zappatore, 
E seco pensa al dì del suo riposo.  
Poi quando intorno è spenta ogni altra face, 
E tutto l'altro tace, 
Odi il martel picchiare, odi la sega 
Del legnaiuol, che veglia 
Nella chiusa bottega alla lucerna, 
E s'affretta, e s'adopra 
Di fornir l'opra anzi il chiarir dell'alba. 
Questo di sette è il più gradito giorno, 
Pien di speme e di gioia: 
Diman tristezza e noia 
Recheran l'ore, ed al travaglio usato 
Ciascuno in suo pensier farà ritorno. 
Garzoncello scherzoso, 
Cotesta età fiorita 
È come un giorno d'allegrezza pieno, 
Giorno chiaro, sereno, 
Che precorre alla festa di tua vita. 
Godi, fanciullo mio; stato soave, 
Stagion lieta è cotesta. 
Altro dirti non vo'; ma la tua festa 
Ch'anco tardi a venir non ti sia grave. 

(Giacomo Leopardi 19° secolo)


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