|
Decreto Legislativo 29 ottobre 1999, n. 490
"Testo unico delle disposizioni legislative in materia
di beni culturali e ambientali, a norma dell'articolo 1 della legge 8 ottobre,
n. 352"
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 27 dicembre 1999 - Supplemento
Ordinario n. 229
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto l'articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto l'articolo 1 della legge 8 ottobre 1997, n. 352;
Visto l'articolo 12, comma 6-bis, della legge 15 maggio 1997, n. 127;
Visto il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, recante istituzione
del Ministero per i beni e le attivita' culturali, a norma dell'articolo
11 della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Vista la legge 5 maggio 1999, n. 122;
Viste le preliminari deliberazioni del Consiglio dei Ministri, adottate
nelle riunioni del 15 gennaio e del 9 luglio 1999;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni del Senato della Repubblica
e della Camera del deputati;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell'adunanza generale
dell'11 marzo 1999;
Acquisito il parere della Conferenza unificata, istituita ai sensi
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Vista la deliberazione del Consiglio del Ministri, adottata nella riunione
del 22 ottobre 1999;
Sulla proposta del Ministro per i beni e le attivita' culturali, di
concerto con il Ministro per gli affari regionali;
EMANA
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
1. E' approvato l'unito testo unico delle disposizioni legislative
in materia di beni culturali e ambientali, composto di 166 articoli e dell'allegato
A, vistato dal Ministro proponente.
TESTO UNICO
DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE
IN MATERIA DI BENI CULTURALI E AMBIENTALI
(art. 1 della legge 8 ottobre 1997, n. 352)
TITOLO I
Beni culturali
Capo I
Oggetto della tutela
Sezione I
Tipologia dei beni
Articolo 1
Oggetto della disciplina
1. I beni culturali che compongono il patrimonio storico e artistico
nazionale sono tutelati secondo le disposizioni di questo Titolo, in attuazione
dell'articolo 9 della Costituzione.
Articolo 2
Patrimonio storico, artistico, demo-etno-antropologico, archeologico,
archivistico, librario
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 1; 2, comma 1; 5, comma 1; decreto
del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 1; decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112, art. 148)
1. Sono beni culturali disciplinati a norma di questo Titolo:
a) le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico,
archeologico, o demo-etno-antropologico;
b) le cose immobili che, a causa del loro riferimento con la storia
politica, militare, della letteratura, dell'arte e della cultura in genere,
rivestono un interesse particolarmente importante;
c) le collezioni o serie di oggetti che, per tradizione, fama e particolari
caratteristiche ambientali, rivestono come complesso un eccezionale interesse
artistico o storico;
d) i beni archivistici;
e) i beni librari.
2. Sono comprese tra le cose indicate nel comma 1, lettera a):
a) le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive
civilta';
b) le cose di interesse numismatico;
c) i manoscritti, gli autografi, i carteggi, i documenti notevoli,
gli incunaboli, nonche' i libri, le stampe, le incisioni aventi carattere
di rarita' e pregio;
d) le carte geografiche e gli spartiti musicali aventi carattere di
rarita' e di pregio artistico o storico;
e) le fotografie con relativi negativi e matrici, aventi carattere
di rarita' e di pregio artistico o storico;
f) le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico
o storico;
3. Sono comprese tra le collezioni indicate nel comma 1, lettera c),
quali testimonianze di rilevanza storico-culturale, le raccolte librarie
appartenenti a privati, se di eccezionale interesse culturale.
4. Sono beni archivistici:
a) gli archivi e i singoli documenti dello Stato.
b) gli archivi e i singoli documenti degli enti pubblici;
c) gli archivi e i singoli documenti, appartenenti a privati, che rivestono
notevole interesse storico.
5. Sono beni librari le raccolte librarie delle biblioteche dello Stato
e degli enti pubblici, quelle indicate nel comma 3 e, qualunque sia il
loro supporto, i beni indicati al comma 2, lettere c) e d).
6. Non sono soggette alla disciplina di questo Titolo, a norma del
comma 1, lettera a), le opere di autori viventi o la cui esecuzione non
risalga ad oltre cinquanta anni.
Articolo 3
Categorie speciali di beni culturali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 13; legge 28 marzo 1991, n. 112,
art. 3, comma 13; decreto legge 9 dicembre 1986, n. 832, art. 4-bis aggiunto
dalla legge di conversione con modifiche 6 febbraio 1987, n. 15; legge
30 marzo 1998, n. 88, all. A)
1. Indipendentemente dalla loro inclusione nelle categorie elencate
all'articolo 2, sono altresi' beni culturali ai fini delle specifiche disposizioni
di questo Titolo che li riguardano:
a) gli affreschi, gli stemmi, i graffiti, le lapidi, le iscrizioni,
i tabernacoli e gli altri ornamenti di edifici, esposti o non alla pubblica
vista;
b) gli studi d'artista definiti nell'articolo 52;
c) le aree pubbliche, aventi valore archeologico, storico, artistico
e ambientale, individuate a norma dell'articolo 53;
d) le fotografie e gli esemplari delle opere cinematografiche, audiovisive
o sequenze di immagini in movimento o comunque registrate, nonche' le documentazioni
di manifestazioni sonore o verbali comunque registrate, la cui produzione
risalga ad oltre venticinque anni;
e) i mezzi di trasporto aventi piu' di settantacinque anni;
f) i beni e gli strumenti di interesse per la storia della scienza
e della tecnica aventi piu' di cinquanta anni.
Articolo 4
Nuove categorie di beni culturali
(Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, art. 148)
1. Beni non ricompresi nelle categorie elencate agli articoli 2 e 3
sono individuati dalla legge come beni culturali in quanto testimonianza
avente valore di civilta'.
Sezione II
Individuazione
Articolo 5
Beni di enti pubblici e privati
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 4 e 58; decreto del Presidente
della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art. 9, comma 1, lettera a)
1. Le regioni, le province, i comuni, gli altri enti pubblici e le
persone giuridiche private senza fine di lucro presentano al Ministero
l'elenco descrittivo delle cose indicate all'articolo 2, comma 1, lettera
a) di loro spettanza.
2. I predetti enti e persone giuridiche hanno l'obbligo di denunciare
le cose non comprese nella prima elencazione nonche' quelle che in seguito
verranno ad aggiungersi per qualsiasi titolo al loro patrimonio, inserendole
nell'elenco.
3. Gli elenchi e i successivi aggiornamenti nella parte concernente
i beni indicati all'articolo 2, comma 1, lettera e), sono comunicati dal
Ministero alla Regione competente.
4. In caso di omessa presentazione ovvero di omesso aggiornamento dell'elenco,
il Ministero assegna all'ente un termine perentorio per provvedere. Qualora
l'ente non provveda nel termine assegnato, il Ministero dispone la compilazione
dell'elenco a spese dell'ente medesimo.
5. I beni elencati nell'articolo 2, comma 1, lettera a) che appartengono
ai soggetti indicati al comma 1 sono comunque sottoposti alle disposizioni
di questo Titolo anche se non risultano compresi negli elenchi e nelle
denunce previste dai commi 1 e 2.
Articolo 6
Dichiarazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 2, comma 1; 3, comma 1; 5, comma
1; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409,
art. 36, comma 1; decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972,
n. 3, art. 9, comma 1, lettera b)
1. Salvo quanto disposto dal comma 4, il Ministero dichiara l'interesse
particolarmente importante delle cose indicate all'articolo 2, comma 1,
lettera a) appartenenti a soggetti diversi da quelli indicati all'articolo
5, comma 1.
2. Il Ministero dichiara altresi' l'interesse particolarmente importante
delle cose indicate all'articolo 2, comma 1, lettera b), l'eccezionale
interesse delle collezioni o serie di oggetti indicati all'articolo 2,
comma 1, lettera c) e il notevole interesse storico del beni indicati all'articolo
2, comma 4, lettera c).
3. Gli effetti della dichiarazione sono stabiliti dall'articolo 10.
4. La Regione competente per territorio dichiara l'interesse particolarmente
importante delle cose indicate nell'articolo 2, comma 2, lettera c) di
proprieta' privata. In caso di inerzia della Regione, il Ministero procede
a norma dell'art. 9, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica
14 gennaio 1972, n. 3.
Articolo 7
Procedimento di dichiarazione
(Legge 7 agosto 1990, n. 241, artt. 7, comma 1; 8)
1. Il Ministero avvia il procedimento di dichiarazione previsto dall'articolo
6 direttamente o su proposta formulata dal soprintendente, anche su richiesta
della Regione, della Provincia o del Comune, dandone comunicazione al proprietario,
possessore o detentore.
2. La comunicazione ha per oggetto gli elementi identificativi del
bene e la sua valutazione risultante dall'atto di iniziativa o dalla proposta,
l'indicazione degli effetti previsti dal comma 4 nonche' l'indicazione
del termine, comunque non inferiore a trenta giorni, per la presentazione
di eventuali osservazioni.
3. Allorche' il procedimento riguardi complessi immobiliari, la comunicazione
e' inviata anche al Comune interessato.
4. La comunicazione comporta l'applicazione, in via cautelare, delle
disposizioni previste dalla sezione I del Capo II e dalla sezione I del
Capo III di questo Titolo.
5. Gli effetti indicati al comma 4 cessano alla scadenza del termine
del procedimento di dichiarazione che il Ministero stabilisce a norma dell'articolo
2, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241.
6. Le regioni applicano le disposizioni indicate ai commi precedenti
nell'esercizio delle funzioni indicate all'articolo 6, comma 4.
Articolo 8
Notificazione della dichiarazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 2 e 3, comma 1)
1. La dichiarazione prevista dall'articolo 6 e' notificata al proprietario,
possessore o detentore delle cose che ne formano oggetto.
2. Ove si tratti di cose soggette a pubblicita' immobiliare la dichiarazione,
su richiesta del Ministero, e' trascritta nei registri immobiliari ed ha
efficacia nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore
a qualsiasi titolo.
3. Le dichiarazioni adottate dalle regioni a norma dell'articolo 6,
comma 4, sono trasmesse al Ministero.
Articolo 9
Accertamento dell'esistenza di beni archivistici
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409,
art. 37, commi 1 e 2)
1. I privati proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo
di archivi dei quali facciano parte documenti anteriori all'ultimo settantennio
sono tenuti, entro novanta giorni dall'acquisizione, a farne denuncia al
soprintendente archivistico.
2. Il soprintendente archivistico accerta d'ufficio l'esistenza di
archivi o di singoli documenti, anche di data piu' recente, del quali siano
proprietari, possessori o detentori, a qualsiasi titolo, i privati e di
cui sia presumibile il notevole interesse storico.
Sezione III
Disposizioni generali e transitorie
Articolo 10
Ambito di applicazione
1. Le disposizioni dei Capi seguenti di questo Titolo si applicano:
a) alle cose e ai beni indicati nell'articolo 2, comma 1, lettera a),
salvo il disposto del comma 2 del presente articolo;
b) alle cose indicate nell'articolo 2, comma 1, lettere b) e c), dichiarate
a norma dell'articolo 6, comma 2;
c) ai beni archivistici;
d) ai beni librari.
2. Le disposizioni del Capo II, sezioni I e II, e del Capo III, sezioni
I e II, di questo Titolo si applicano alle cose indicate nell'articolo
2, comma 1, lettera a) di proprieta' privata, nonche' ai beni indicati
nell'articolo 2, comma 4, lettera c), solo se sia intervenuta la notifica
della dichiarazione prevista dall'articolo 6.
Articolo 11
Coordinamento con funzioni e competenze di regioni ed enti locali
1. Restano ferme:
a) le competenze attribuite in tutte le materie disciplinate da questo
Testo Unico alle regioni a statuto speciale ed alle province autonome di
Trento e Bolzano dai rispettivi statuti e dalle relative norme di attuazione;
b) le funzioni attribuite alle regioni a statuto ordinario dal decreto
del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3;
c) le funzioni e le competenze attribuite alle regioni e agli enti
locali dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
Articolo 12
Regolamento
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 73; decreto del Presidente della
Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 73)
1. Con decreto del Presidente della Repubblica, adottato a norma dell'articolo
17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e' emanato il regolamento
per l'attuazione delle disposizioni di questo Titolo.
2. Fino all'emanazione del regolamento previsto al comma 1 restano
in vigore, in quanto applicabili, le disposizioni del regolamenti approvati
con regi decreti 2 ottobre 1911, n. 1163 e 30 gennaio 1913, n. 363 e ogni
altra disposizione regolamentare attinente alle norme contenute in questo
Titolo.
3. In questo Titolo si intende per "regolamento" il provvedimento emanato
a norma del comma 1.
Articolo 13
Notificazioni effettuate a norma della legislazione precedente
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 71)
1. Nel termine stabilito dal regolamento, il Ministero procede alla
dichiarazione di bene culturale nei confronti dei beni immobili indicati
nell'articolo 2 per i quali non siano state rinnovate e trascritte le notifiche
precedentemente effettuate a norma delle leggi 20 giugno 1909, n. 364 e
11 giugno 1922, n. 778.
2. Le notifiche indicate al comma 1 restano comunque valide, agli effetti
di questo Titolo, fino alla scadenza del termine prescritto dallo stesso
comma 1.
3. Le notificazioni eseguite a norma degli articoli 2, 3 e 5 della
legge 1 giugno 1939, n. 1089 e le dichiarazioni adottate a norma dell'articolo
36 del decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409
conservano piena efficacia.
Articolo 14
Raccolte ex-fidecommissarie
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 72)
1. Restano salve le disposizioni relative alle raccolte artistiche
ex-fidecommissarie, impartite con legge 28 giugno 1871, n. 286, legge 8
luglio 1883, n. 1461, regio decreto 23 novembre 1891, n. 653 e legge 7
febbraio 1892, n. 31.
Articolo 15
Vigilanza e cooperazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 6; decreto del Presidente della
Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art. 9, comma 1, lettera a; decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 112, artt. 148-155)
1. La vigilanza sui beni culturali compete al Ministero e, per quanto
concerne i beni oggetto di delega di funzioni amministrative, anche alle
regioni.
2. Il Ministero esercita la vigilanza anche con la cooperazione delle
regioni.
3. Il Ministero e le regioni cooperano altresi' all'impostazione e
alla definizione delle modalita' d'attuazione, anche in collaborazione
con le universita', di programmi concernenti studi, ricerche ed iniziative
scientifiche in tema di catalogazione, inventariazione e restauro.
Articolo 16
Catalogazione
(Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 art. 149, comma 4, lettera
e)
1. Il Ministero assicura la catalogazione dei beni culturali per il
censimento del patrimonio storico ed artistico nazionale.
2. Le regioni, le province e i comuni curano la catalogazione dei beni
culturali loro appartenenti e, informatone il Ministero, degli altri beni
culturali presenti sul proprio territorio. I dati affluiscono al catalogo
nazionale del beni culturali.
3. La catalogazione e' effettuata secondo le procedure e con le modalita'
stabilite dal regolamento, previa definizione, con la cooperazione delle
regioni, di metodologie comuni per la raccolta e l'elaborazione dei dati
a livello nazionale e la integrazione in rete delle banche dati regionali
o locali.
4. I dati concernenti le dichiarazioni a norma dell'articolo 6 e gli
elenchi previsti dall'articolo 5 affluiscono nella catalogazione e sono
trattati separatamente dagli altri; la loro consultabilita' e' disciplinata
in modo da garantire la sicurezza dei beni e la tutela della riservatezza.
Articolo 17
Funzione consultiva
(Decreto del Presidente della Repubblica 3 dicembre 1975, n. 805, art.
8)
1. I comitati di settore del Consiglio nazionale per i beni culturali
e ambientali sono facoltativamente consultati in relazione ai provvedimenti
di tutela e di valorizzazione previsti da questo Titolo che investono problemi
di speciale importanza.
2. Il parere del comitati indicati al comma 1 e' obbligatorio per i
provvedimenti che comportano spese superiori alle soglie stabilite con
decreto del Ministro, udito il Consiglio nazionale per i beni culturali
e ambientali.
Articolo 18
Provvedimenti legislativi particolari
(Decreto del Presidente della Repubblica 20 settembre 1973, n. 791)
1. Sono fatte salve le disposizioni contenute nel decreto del Presidente
della Repubblica 20 settembre 1973, n. 791 per gli interventi di restauro
e di risanamento conservativo in Venezia insulare, nelle isole della laguna
e nel centro storico di Chioggia, ed ogni altra disposizione di legge speciale
avente ad oggetto singole citta', complessi architettonici, siti od aree
di interesse storico, artistico od archeologico.
Articolo 19
Beni culturali di interesse religioso
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 8)
1. Quando si tratti di beni culturali di interesse religioso appartenenti
ad enti ed istituzioni della Chiesa Cattolica o di altre confessioni religiose,
il Ministero e, per quanto di competenza, le regioni provvedono, relativamente
alle esigenze del culto, d'accordo con le rispettive autorita'.
2. Si osservano, altresi', le disposizioni stabilite dalle intese concluse
a norma dell'articolo 12 dell'Accordo di modificazione del Concordato lateranense
firmato il 18 febbraio 1984, ratificato e reso esecutivo con legge 25 marzo
1985, n. 121, ovvero dalle leggi emanate sulla base delle intese sottoscritte,
a norma dell'articolo 8, comma 3, della Costituzione, con le confessioni
religiose diverse dalla cattolica.
Articolo 20
Convenzioni internazionali
1. L'attivita' di tutela e valorizzazione dei beni culturali si conforma
ai principi di cooperazione tra Stati, anche nell'ambito di organizzazioni
internazionali, stabiliti dalle convenzioni rese esecutive in Italia in
materia di protezione del patrimonio culturale mondiale e del patrimoni
nazionali.
Capo II
Conservazione
Sezione I
Controlli
Articolo 21
Obblighi di conservazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 5, comma 2; 11, commi 1 e 2; 12,
comma 1; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n.
1409, artt. 38 lett. g e 42, comma 1; decreto del Presidente della Repubblica
14 gennaio 1972, n. 3, art. 9, comma 1, lett. a)
1. I beni culturali non possono essere demoliti o modificati senza
l'autorizzazione del Ministero.
2. Essi non possono essere adibiti ad usi non compatibili con il loro
carattere storico od artistico oppure tali da creare pregiudizio alla loro
conservazione o integrita'.
3. Le collezioni non possono, per qualsiasi titolo, essere smembrate
senza l'autorizzazione prescritta al comma 1.
4. Gli archivi non possono essere smembrati, a qualsiasi titolo, e
devono essere conservati nella loro organicita'. Il trasferimento di complessi
organici di documentazione di archivi di persone giuridiche a soggetti
diversi dal proprietario, possessore o detentore e' subordinato ad autorizzazione
del soprintendente.
5. Lo scarto di documenti degli archivi di enti pubblici e degli archivi
privati di notevole interesse storico e' subordinato ad autorizzazione
del soprintendente archivistico.
Articolo 22
Collocazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 11, commi 1 e 3; 12, comma 2)
1. I beni culturali non possono essere rimossi senza l'autorizzazione
del Ministero.
2. I beni appartenenti agli enti contemplati dall'articolo 5 sono fissati
al luogo di loro destinazione nel modo indicato dalla soprintendenza.
3. Nel caso in cui il trasporto di beni mobili appartenenti a privati,
dichiarati a norma dell'articolo 6, avvenga in dipendenza del cambiamento
di dimora del detentore, questi ne da' notizia alla soprintendenza, la
quale puo' prescrivere le misure che ritenga necessarie perche' i beni
medesimi non subiscano danno.
4. Le disposizioni dei commi 1 e 2 non si applicano agli archivi correnti
degli enti pubblici e degli organi amministrativi e giudiziari dello Stato.
Articolo 23
Approvazione dei progetti di opere
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 18, comma 1; decreto del Presidente
della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 38, comma 1, lettera
d)
1. I proprietari, possessori o detentori, a qualsiasi titolo, dei beni
culturali indicati all'articolo 2, comma 1, lettere a), b) e c) hanno l'obbligo
di sottoporre alla soprintendenza i progetti delle opere di qualunque genere
che intendano eseguire, al fine di ottenerne la preventiva approvazione.
2. Il provvedimento di approvazione sostituisce l'autorizzazione prevista
all'articolo 21.
Articolo 24
Interventi di edilizia
(Legge 15 maggio 1997, n. 127, art. 12, comma 5)
1. L'approvazione prevista dall'articolo 23 relativa ad interventi
in materia di edilizia pubblica e privata e' rilasciata entro il termine
di novanta giorni dalla presentazione della richiesta, restando comunque
impregiudicato quanto disposto dagli articoli 25 e 26.
2. Qualora la soprintendenza chieda chiarimenti o elementi integrativi
di giudizio, il termine indicato al comma 1 e' sospeso fino al ricevimento
della documentazione.
3. Ove la soprintendenza proceda ad accertamenti di natura tecnica,
dandone preventiva comunicazione al richiedente, il termine e' sospeso
fino all'acquisizione delle risultanze degli accertamenti d'ufficio e comunque
non oltre trenta giorni. Decorso tale termine, previa diffida a provvedere
nei successivi trenta giorni, le richieste di approvazione si intendono
accolte.
Articolo 25
Conferenza di servizi
(Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art.
81; legge 24 dicembre 1993, n. 537, art. 2, comma 14; decreto del Presidente
della Repubblica 18 aprile 1994, n. 383, art. 3; legge 7 agosto 1990, n.
241, artt. 14, 14-bis, 14-ter, 14-quater come modificati ed introdotti
dalla legge 15 maggio 1997, n. 127, art. 17)
1. Nei procedimenti relativi ad opere pubbliche incidenti su beni culturali
assoggettati alle disposizioni di questo Titolo, ove si ricorra alla conferenza
di servizi, l'approvazione prevista dall'articolo 23 e' rilasciata in quella
sede dal Ministero con dichiarazione motivata, acquisita al verbale della
conferenza, contenente le eventuali prescrizioni al progetto.
2. Qualora il Ministero esprima motivato dissenso l'amministrazione
procedente puo' richiedere, purche' non vi sia stata una precedente valutazione
di impatto ambientale negativa, la determinazione di conclusione del procedimento
al Presidente del Consiglio del Ministri, previa deliberazione del Consiglio
del Ministri.
3. L'amministrazione che provvede all'esecuzione dei lavori informa
il Ministero dell'adempimento delle condizioni dell'approvazione.
Articolo 26
Valutazione di impatto ambientale
(Legge 8 luglio 1986, n. 349, art. 6; legge 1 giugno 1939, n. 1089,
art. 20)
1. Per i progetti di opere comunque soggetti a valutazione di impatto
ambientale a norma dell'articolo 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349, l'approvazione
prevista dall'articolo 23 e' rilasciata da parte del Ministero in sede
di concerto sulla compatibilita' ambientale, sulla base del progetto definitivo
da presentarsi ai fini della valutazione di impatto ambientale medesima.
2. Qualora dall'esame del progetto effettuato a norma del comma 1 risulti
che l'opera non e' in alcun modo compatibile con le esigenze conservative
del bene culturale sul quale essa e' destinata ad incidere il Ministero
si pronuncia negativamente, dandone comunicazione al Ministero dell'ambiente.
In tal caso, ovvero qualora vi sia una valutazione contraria del progetto
da parte del Ministero dell'ambiente, la procedura di valutazione di impatto
ambientale si considera conclusa negativamente.
3. Se nel corso dei lavori risultino comportamenti contrastanti con
l'approvazione, tali da porre in pericolo l'integrita' degli immobili soggetti
a tutela, il Ministero ordina la sospensione del lavori.
Articolo 27
Lavori provvisori urgenti
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 19)
1. Nel caso di assoluta urgenza possono essere eseguiti i lavori provvisori
indispensabili per evitare danni notevoli al bene tutelato, purche' ne
sia data immediata comunicazione alla soprintendenza, alla quale sono inviati
nel piu' breve tempo i progetti dei lavori definitivi per l'approvazione.
Articolo 28
Sospensione dei lavori
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 20)
1. Il soprintendente puo' ordinare la sospensione dei lavori iniziati
contro il disposto degli articoli 23, 26 e 27 ovvero condotti in difformita'
dall'approvazione.
2. La stessa facolta' spetta al soprintendente per i lavori relativi
alle cose indicate nell'articolo 2, comma 1, lettere a), b) e c), anche
quando non sia intervenuta la dichiarazione a norma dell'articolo 6.
3. Nel caso previsto al comma 2 l'avvio del procedimento di dichiarazione
e' comunicato non oltre trenta giorni dall'ordine di sospensione: se entro
tale termine non e' effettuata la comunicazione, l'ordine di sospensione
si intende revocato.
Articolo 29
Vigilanza sui beni culturali
(decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, artt. 148-155)
1 . I beni culturali di proprieta' dello Stato sono sottoposti alla
vigilanza del Ministero per quanto riguarda la loro conservazione, da chiunque
siano tenuti in uso o in consegna.
2. Per l'applicazione degli articoli 21, 22 e 23 nei riguardi delle
amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici territoriali, il Ministero
puo' procedere mediante accordi ed intese.
Articolo 30
Vigilanza sugli archivi delle amministrazioni statali e versamenti
agli Archivi di Stato
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409,
artt. 23, 24, 25, 27 32; decreto del Presidente della Repubblica 18 novembre
1965, n. 1478, art. 47; decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre
1975, n. 854, artt. 1 e 3)
1. Gli organi giudiziari e amministrativi dello Stato versano all'archivio
centrale dello Stato e agli archivi di Stato i documenti relativi agli
affari esauriti da oltre quarant'anni, unitamente agli strumenti che ne
garantiscono la consultazione. Le liste di leva e di estrazione sono versate
settant'anni dopo l'anno di nascita della classe cui si riferiscono. Gli
archivi notarili versano gli atti notarili ricevuti dai notai che cessarono
l'esercizio professionale anteriormente all'ultimo centennio.
2. Il soprintendente all'archivio centrale dello Stato e i direttori
degli archivi di Stato possono accettare versamenti di documenti piu' recenti,
quando vi sia pericolo di dispersione o di danneggiamento.
3. Nessun versamento puo' essere ricevuto se non sono state effettuate
le operazioni di scarto. Le spese per il versamento sono a carico delle
amministrazioni versanti.
4. Gli archivi degli uffici statali soppressi e degli enti pubblici
estinti sono versati all'archivio centrale dello Stato e agli archivi di
Stato, a meno che non se ne renda necessario il trasferimento, in tutto
o in parte, ad altri enti.
5. Presso gli organi indicati nel comma 1 sono istituite commissioni,
delle quali fanno parte rappresentanti del Ministero e del Ministero dell'interno,
con il compito di vigilare sulla corretta tenuta degli archivi correnti
e di deposito, di collaborare alla definizione del criteri di organizzazione,
gestione e conservazione dei documenti, di proporre gli scarti di cui al
comma 3, di curare i versamenti previsti al comma 1, di identificare gli
atti di natura riservata. La composizione e il funzionamento delle commissioni
sono disciplinati con regolamento. Gli scarti sono autorizzati dal Ministero.
6. Le disposizioni del presente articolo non si applicano al Ministero
per gli affari esteri; non si applicano altresi' agli stati maggiori dell'esercito,
della marina e dell'aeronautica per quanto attiene la documentazione di
carattere militare e operativo.
Articolo 31
Archivi storici di organi costituzionali
(Legge 3 febbraio 1971, n.147; legge 13 novembre 1997, n. 395)
1. La Presidenza della Repubblica conserva i suoi atti presso il proprio
archivio storico, secondo le determinazioni assunte dal Presidente della
Repubblica, con proprio decreto, su proposta del Segretario generale della
Presidenza della Repubblica. Con lo stesso decreto sono stabilite le modalita'
di consultazione e di accesso agli atti conservati presso l'archivio storico
della Presidenza della Repubblica.
2. La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica conservano i
loro atti presso il proprio archivio storico, secondo le determinazioni
dei rispettivi uffici di presidenza.
3. La Corte Costituzionale conserva i suoi atti presso il proprio archivio
storico, secondo le disposizioni stabilite con regolamento adottato a norma
dell'articolo 14 della legge 11 marzo 1953, n. 87, come sostituito dall'articolo
4 della legge 18 marzo 1958, n. 265.
Articolo 32
Ispezione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 9; decreto del Presidente della
Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 38, comma 1, lettera i)
1. I soprintendenti possono in ogni tempo, in seguito a preavviso,
procedere ad ispezioni per accertare l'esistenza e lo stato di conservazione
e di custodia dei beni culturali.
Articolo 33
Controllo sui beni librari
(Decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art.
9, comma 1, lettera a)
1. I controlli conservativi previsti dalle disposizioni della presente
sezione che riguardano i beni indicati all'articolo 2, comma 2, lettera
c) sono esercitati dalla Regione competente per territorio. In caso di
inerzia della Regione, il Ministero procede a norma dell'art. 9, comma
3, del decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3.
Sezione II
Restauro ed altri interventi
Articolo 34
Definizione di restauro
1. Ai fini del presente Capo, per restauro si intende l'intervento
diretto sulla cosa volto a mantenere l'integrita' materiale e ad assicurare
la conservazione e la protezione dei suoi valori culturali. Nel caso di
beni immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico in base alla
normativa vigente il restauro comprende l'intervento di miglioramento strutturale.
Articolo 35
Autorizzazione e approvazione del restauro
1. Il restauro ad iniziativa del proprietario, possessore o detentore
di beni culturali sottoposti alle disposizioni di questo Titolo e' autorizzato
o approvato a norma degli articoli 21 e 23.
2. Con l'approvazione del progetto, il soprintendente si pronuncia,
a richiesta dell'interessato, sull'ammissibilita' dell'intervento ai contributi
statali, certificandone eventualmente il carattere necessario ai fini della
concessione delle agevolazioni tributarie previste dalla legge.
Articolo 36
Procedure urbanistiche semplificate
1. Le disposizioni che escludono le procedure semplificate di controllo
urbanistico-edilizio in relazione all'incidenza dell'intervento su beni
culturali non si applicano ai lavori di restauro espressamente approvati
a norma dell'articolo 23. A tal fine il soprintendente invia copia del
progetto approvato al Comune interessato.
Articolo 37
Misure conservative
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 14 e 16, commi 1 e 2)
1. Il Ministero ha facolta' di provvedere direttamente agli interventi
necessari per assicurare la conservazione ed impedire il deterioramento
dei beni culturali.
2. Il Ministero puo' imporre al proprietario, possessore o detentore
l'esecuzione degli interventi previsti dal comma 1. La spesa occorrente
e' posta a carico del proprietario, salvo quanto disposto dall'articolo
41, comma 2.
Articolo 38
Procedura di esecuzione
(Decreto del Presidente della Repubblica 22 aprile 1994, n. 368, artt.
2 e 3)
1. Ai fini dell'articolo 37 il soprintendente redige una relazione
tecnica e dichiara la necessita' dei lavori da eseguire.
2. La relazione tecnica e' comunicata al proprietario, possessore o
detentore del bene, che puo' far pervenire le sue osservazioni entro trenta
giorni dall'avvenuta comunicazione.
3. Il soprintendente, se non ritiene necessaria l'esecuzione diretta
dell'intervento, assegna al proprietario, possessore o detentore un termine
per la presentazione del progetto esecutivo dei lavori da effettuarsi,
conformemente alla relazione tecnica.
4. Il progetto presentato e' approvato dal soprintendente con le eventuali
prescrizioni e con la fissazione del termine per l'inizio dei lavori. Per
i beni immobili il progetto e' trasmesso al Comune interessato, che puo'
esprimere parere motivato entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione.
5. Se il proprietario, possessore o detentore del bene non adempie
all'obbligo di presentazione del progetto, o non provvede a modificarlo
secondo le indicazioni del soprintendente nel termine da esso fissato,
ovvero se il progetto e' respinto, si procede con l'esecuzione diretta.
6. In caso di urgenza il soprintendente puo' adottare immediatamente
le misure conservative.
Articolo 39
Provvedimenti in materia di beni librari
(Decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art.
9, comma 1, lett. d)
1. I provvedimenti previsti negli articoli da 34 a 38 che riguardano
i beni indicati all'articolo 2, comma 2, lettera e) sono adottati dal Ministero
o dalle regioni a norma dell'articolo 9, comma 1, lettera d) del decreto
del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3.
Articolo 40
Obblighi di conservazione degli archivi
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409,
artt. 30, comma 1, lett. c; 38, comma 1, lett. a)
1. Gli enti pubblici hanno l'obbligo di ordinare i propri archivi e
inventariare i propri archivi storici, costituiti dai documenti relativi
agli affari esauriti da oltre quaranta anni.
2. Allo stesso obbligo sono soggetti i proprietari, possessori o detentori
a qualsiasi titolo degli archivi privati di notevole interesse storico.
3. I soprintendenti archivistici vigilano sull'osservanza degli obblighi
previsti dai commi 1 e 2.
Articolo 41
Intervento finanziario dello Stato
(Legge 21 dicembre 1961, n. 1552, art. 3, comma 2; legge 5 giugno 1986,
n. 253, art. 2)
1. Lo Stato ha facolta' di concorrere nella spesa sostenuta dal proprietario
del bene culturale per l'esecuzione degli interventi di restauro per un
ammontare non superiore alla meta' della stessa.
2. Per gli interventi disposti a norma dell'articolo 37 l'onere della
spesa puo' essere sostenuto in tutto o in parte dallo Stato qualora si
tratti di opere di particolare interesse, ovvero eseguite su beni in uso
o godimento pubblico.
3. Le disposizioni dei commi 1 e 2 si applicano anche agli interventi
sugli archivi storici disciplinati dall'articolo 40.
4. I contributi previsti dai commi 1 e 3 possono essere concessi anche
ad enti ecclesiastici o ad istituti e associazioni di culto proprietari,
possessori o detentori di archivi che, a giudizio del soprintendente archivistico,
rivestono interesse storico. La concessione del contributo e' condizionata
all'osservanza, da parte del beneficiario, degli obblighi di conservazione
e di accesso del pubblico previsti per gli archivi dichiarati di notevole
interesse storico a norma dell'articolo 6.
Articolo 42
Erogazione del contributo
(Legge 21 dicembre 1961, n. 1552, art. 3, comma 2)
1. Il contributo e' concesso dal Ministero a lavori ultimati e collaudati
sulla spesa effettivamente sostenuta dal proprietario.
2. Nel caso di opere eseguite a norma degli articoli 37, comma 2, e
40, commi 1 e 2, possono essere erogati acconti sulla base degli stati
di avanzamento dei lavori regolarmente certificati.
3. Per la determinazione della percentuale del contributo si tiene
conto di eventuali altri contributi pubblici.
Articolo 43
Contributo in conto interessi
(Legge 21 dicembre 1961, n. 1552, art. 3, comma 4 introdotto dalla
legge 8 ottobre 1997, n. 352, art. 5, comma 1)
1. Lo Stato puo' concedere contributi in conto interessi sui mutui
accordati da istituti di credito ai proprietari, possessori o detentori
degli immobili sottoposti alle disposizioni di questo Titolo, per la realizzazione
degli interventi di restauro approvati a norma dell'articolo 23.
2. Il Ministero autorizza la concessione del contributo nella misura
massima corrispondente agli interessi calcolati ad un tasso annuo di sei
punti percentuali sul capitale concesso a mutuo. Il mutuo e' assistito
da privilegio sugli immobili ai quali si riferisce.
3. Il contributo e' corrisposto direttamente dall'amministrazione all'istituto
di credito secondo modalita' da stabilire con convenzioni.
Articolo 44
Oneri a carico del proprietario
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 17)
1. Per gli interventi eseguiti a norma degli articoli 37, comma 1,
e 38, comma 5, il Ministero determina, applicando l'articolo 41, comma
2, l'ammontare della spesa da porre definitivamente a carico del proprietario.
2. Per la riscossione della somma determinata a norma del comma 1 si
provvede nelle forme previste dalla normativa vigente in materia.
Articolo 45
Apertura al pubblico degli immobili restaurati
(Legge 21 dicembre 1961, n. 1552, art. 3; comma 3; legge 8 ottobre
1997, n. 352, art. 5, comma 2)
1. Gli immobili di proprieta' privata, restaurati a carico totale o
parziale dello Stato, o per i quali siano stati concessi contributi in
conto capitale o in conto interessi, restano accessibili al pubblico secondo
modalita' fissate, caso per caso, da apposite convenzioni da stipularsi
fra il Ministero ed i singoli proprietari.
2. Le convenzioni stabiliscono i limiti temporali dell'obbligo di apertura
al pubblico, tenendo conto della tipologia degli interventi, del valore
artistico e storico degli immobili e dei beni in essi esistenti.
Articolo 46
Restauro di beni dello Stato in uso ad altra amministrazione
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409,
art. 33; decreto del Presidente della Repubblica 22 aprile 1994, n. 368,
art. 4)
1. Il Ministero provvede alle esigenze di restauro dei beni culturali
di proprieta' dello Stato sentita l'amministrazione che li ha in uso o
in consegna. Previo accordo con l'amministrazione interessata, la progettazione
e l'esecuzione degli interventi su beni immobili puo' essere assunta dall'amministrazione
medesima, ferma restando la competenza del Ministero all'approvazione del
progetto ed alla vigilanza sui lavori.
2. Per i beni culturali degli enti pubblici territoriali, le misure
previste dagli articoli 37 e 38 sono disposte, salvo i casi di assoluta
urgenza, in base ad accordi o previe intese con l'ente interessato.
3. Per l'esecuzione degli interventi previsti dal comma 1 relativi
a beni immobili il Ministero trasmette il progetto e comunica l'inizio
dei lavori al Comune interessato.
4. Gli interventi di conservazione dei beni culturali che coinvolgono
piu' soggetti pubblici e privati e che possono implicare decisioni istituzionali
ed impegnare risorse finanziarie dello Stato, delle regioni e degli enti
locali sono programmati, di norma, secondo le procedure previste dall'articolo
27 della legge 8 giugno 1990, n. 142, dall'articolo 2, comma 203, della
legge 23 dicembre 1996, n. 662 e dagli articoli da 152 a 155 del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
Articolo 47
Custodia coattiva
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 14, comma 2; decreto del Presidente
della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, artt. 33 e 43)
1. Il Ministero ha facolta' di far trasportare e temporaneamente custodire
in pubblici istituti i beni culturali mobili al fine di garantirne la sicurezza,
assicurarne la conservazione o impedirne il deterioramento, oppure quando
cio' si renda necessario per l'esecuzione di un intervento di restauro,
incluse le eventuali indagini preliminari e la documentazione dello stato
di conservazione.
Articolo 48
Deposito negli archivi di Stato
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409,
artt. 34 e 39)
1. I privati proprietari, possessori o detentori di archivi o di singoli
documenti possono chiedere di depositarli presso i competenti archivi di
Stato.
2. La stessa facolta' spetta agli enti pubblici per i loro archivi
storici. Le spese per il deposito sono a carico dell'ente.
Sezione III
Altre forme di protezione
Articolo 49
Prescrizioni di tutela indiretta
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 21)
1. Il Ministero, anche su proposta del soprintendente, ha facolta'
di prescrivere le distanze, le misure e le altre norme dirette ad evitare
che sia messa in pericolo l'integrita' delle cose immobili soggette alle
disposizioni di questo Titolo, ne sia danneggiata la prospettiva o la luce
o ne siano alterate le condizioni di ambiente e di decoro.
2. L'esercizio di tale facolta' e' indipendente dalle previsioni del
regolamenti edilizi e degli strumenti urbanistici.
3. La comunicazione di avvio del procedimento e' eseguita con le modalita'
previste dall'articolo 7, comma 2, ovvero, se per il numero di destinatari
la comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente
gravosa, mediante idonee forme di pubblicita'. Con la comunicazione personale
l'amministrazione ha facolta' di adottare provvedimenti cautelari.
4. Le prescrizioni dettate in base al presente articolo sono trascritte
nei registri immobiliari e hanno efficacia nei confronti di ogni successivo
proprietario, possessore o detentore, a qualsiasi titolo, della cosa cui
le prescrizioni stesse si riferiscono.
5. Nel caso di complessi immobiliari, alla comunicazione si applica
anche la disposizione dell'articolo 7, comma 3.
Articolo 50
Manifesti e cartelli pubblicitari
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 22; decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285, art. 23)
1. E' vietato collocare o affiggere cartelli o altri mezzi di pubblicita'
sugli edifici e nei luoghi di interesse storico artistico o in prossimita'
di essi. Il soprintendente puo' autorizzare il collocamento o affissione
quando non ne derivi danno all'aspetto, al decoro e al pubblico godimento
di detti immobili.
2. Lungo le strade site nell'ambito e in prossimita' di edifici o di
luoghi di interesse storico e artistico, e' vietato collocare cartelli
o altri mezzi di pubblicita', salvo autorizzazione rilasciata a norma dell'articolo
23, comma 4, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, previo parere
favorevole della soprintendenza sulla compatibilita' della collocazione
o della tipologia dell'insegna con l'aspetto, il decoro e il pubblico godimento
degli edifici o del luoghi soggetti a tutela.
Articolo 51
Distacco di beni culturali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 13)
1. Chi dispone e chi esegue il distacco di affreschi, stemmi, graffiti,
lapidi, iscrizioni, tabernacoli ed altri ornamenti esposti o non alla pubblica
vista deve ottenere l'autorizzazione dal soprintendente.
Articolo 52
Studi d'artista
(Decreto legge 9 dicembre 1986, n. 832, art. 4-bis aggiunto dalla legge
di conversione con modifiche 6 febbraio 1987, n. 15)
1. Non sono soggetti ai provvedimenti di rilascio previsti dalla normativa
vigente in materia di locazione di immobili urbani quegli studi d'artista
il cui contenuto in opere, documenti, cimeli e simili e' tutelato, per
il suo storico valore, da un provvedimento ministeriale che ne prescrive
l'inamovibilita' da uno stabile del quale contestualmente si vieta la modificazione
della destinazione d'uso.
2. Non puo' essere modificata la destinazione d'uso degli studi d'artista
a tale funzione adibiti da almeno venti anni e rispondenti alla tradizionale
tipologia a lucernario.
Articolo 53
Esercizio del commercio in aree di valore culturale
(Legge 28 marzo 1991, n. 112, art. 3, comma 13)
1. Con provvedimento del soprintendente o nei regolamenti di polizia
urbana sono individuate le aree aventi valore archeologico, storico, artistico
e ambientale in cui l'esercizio del commercio previsto dalla legge 28 marzo
1991, n. 112 non e' consentito o e' consentito solo con particolari limitazioni.
In tale ultimo caso l'esercizio del commercio e' subordinato al preventivo
nulla osta del soprintendente che, per quanto attiene alla somministrazione
di alimenti e bevande, puo' essere concesso solo per le installazioni mobili.
2. Sono fatte salve le norme regionali emanate in applicazione dell'articolo
28, comma 12 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.
Capo III
Circolazione in ambito nazionale
Sezione I
Alienazione e altri modi di trasmissione
Articolo 54
Beni del demanio storico, artistico e archivistico
(Codice civile, artt. 822 e 824)
1. I beni culturali indicati nell'articolo 822 del codice civile appartenenti
allo Stato, alle regioni, alle province, ai comuni costituiscono il demanio
storico, artistico, archivistico e bibliografico e sono assoggettati al
regime proprio del demanio pubblico.
Articolo 55
Alienazioni soggette ad autorizzazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 24, 26 e 27; decreto del Presidente
della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 18)
1. E' soggetta ad autorizzazione del Ministero l'alienazione:
a) dei beni culturali appartenenti allo Stato, alle regioni, alle province,
ai comuni che non facciano parte del demanio storico e artistico;
b) dei beni culturali indicati nell'articolo 2, comma 1, lettere a)
e b) appartenenti ad enti pubblici;
c) delle collezioni o serie di oggetti indicate nell'articolo 2, comma
1, lettera c), dichiarate a norma dell'articolo 6, comma 2, o di parti
di esse.
2. Il Ministero puo' autorizzare l'alienazione dei beni culturali indicati
nel comma 1, qualora non abbiano interesse per le raccolte pubbliche e
dall'alienazione stessa non derivi danno alla loro conservazione e non
ne sia menomato il pubblico godimento.
3. E' altresi' soggetta ad autorizzazione l'alienazione dei beni culturali
indicati nell'articolo 2, comma 1, lettere a) e b), e comma 4, lettera
c) appartenenti a persone giuridiche private senza fine di lucro. L'autorizzazione
e' concessa qualora non ne derivi un grave danno alla conservazione o al
pubblico godimento dei beni.
4. Gli archivi degli enti pubblici ed i singoli documenti dello Stato,
delle regioni, degli enti territoriali e degli altri enti pubblici sono
inalienabili.
Articolo 56
Autorizzazione alla permuta
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 50)
1. Il Ministero puo' autorizzare la permuta dei beni indicati all'articolo
55 e di singoli beni appartenenti alle pubbliche raccolte con altri appartenenti
ad enti, istituti e privati anche stranieri, qualora dalla permuta stessa
derivi un incremento del patrimonio culturale nazionale ovvero l'arricchimento
delle pubbliche raccolte.
2. Per i beni indicati all'articolo 2, comma 1, lettera e), il Ministero
chiede il parere della Regione che e' tenuta a renderlo entro il termine
perentorio di trenta giorni.
Articolo 57
Altri casi di alienazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 28)
1. Le disposizioni dell'articolo 55 si applicano anche alle costituzioni
di ipoteca e di pegno ed ai negozi giuridici che possono comportare l'alienazione
dei beni culturali indicati nello stesso articolo.
2. Gli atti che comportano l'alienazione di beni culturali a favore
dello Stato, ivi comprese le cessioni in pagamento di obbligazioni tributarie,
non sono soggetti ad autorizzazione.
Articolo 58
Denuncia
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 30; decreto del Presidente della
Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 38, comma 1, lett. e)
1. Gli atti che trasferiscono, in tutto o in parte, a qualsiasi titolo,
la proprieta' o la detenzione di beni culturali sono denunciati al Ministero.
2. La denuncia e' effettuata entro trenta giorni:
a) dal proprietario o dal detentore del bene, in caso di alienazione
a titolo oneroso o gratuito;
b) dall'acquirente, in caso di trasferimento avvenuto nell'ambito di
procedure di vendita forzata o fallimentare ovvero in forza di sentenza
che produca gli effetti di un contratto di alienazione non concluso;
c) dall'erede o dal legatario, in caso di successione a causa di morte.
3. La denuncia e' presentata al competente soprintendente del luogo
ove si trova il bene.
4. La denuncia contiene:
a) i dati identificativi dell'alienante e dell'acquirente;
b) i dati identificativi dei beni alienati;
c) l'indicazione del luogo ove si trovano i beni alienati;
d) l'indicazione della natura e delle condizioni dell'alienazione;
e) l'indicazione del domicilio in Italia dell'alienante e dell'acquirente
ai fini delle eventuali comunicazioni previste da questo Titolo.
5. Si considera non avvenuta la denuncia priva delle indicazioni previste
dal comma 4 o con indicazioni incomplete o imprecise.
Sezione II
Prelazione
Articolo 59
Diritto di prelazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 31, commi 1, 2 e 3; 33; decreto
del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 40)
1. Il Ministero ha facolta' di acquistare i beni culturali alienati
a titolo oneroso al medesimo prezzo stabilito nell'atto di alienazione.
2. Qualora il bene sia alienato con altri per un unico corrispettivo
o non sia stato previsto un corrispettivo in denaro ovvero sia ceduto in
permuta, il valore economico e' determinato d'ufficio dal Ministero.
3. Ove l'alienante non ritenga di accettare la determinazione effettuata
dal Ministero, il valore della cosa e' stabilito da una commissione di
tre membri da nominarsi uno dal Ministero, l'altro dall'alienante ed il
terzo dal presidente del tribunale. Le spese relative sono anticipate dall'alienante.
4. La determinazione della commissione e' impugnabile in caso di errore
o di manifesta iniquita'.
5. Il diritto di prelazione puo' essere esercitato anche quando il
bene sia a qualunque titolo dato in pagamento.
Articolo 60
Condizioni della prelazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 31, comma 4; 32; decreto del Presidente
della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 40; decreto del Presidente
della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art. 9, comma 1, lettera g)
1. Il diritto di prelazione e' esercitato nel termine di due mesi dalla
data di ricezione della denuncia prevista dall'articolo 58.
2. Entro il termine indicato dal comma 1 il provvedimento di prelazione
e' notificato all'alienante ed all'acquirente. La proprieta' passa allo
Stato dalla data dell'ultima notificazione.
3. In pendenza del termine prescritto dal comma 1 l'atto di alienazione
e' inefficace ed all'alienante e' vietato effettuare la consegna della
cosa.
4. Le clausole del contratto di alienazione non vincolano lo Stato.
5. Nel caso in cui il Ministero eserciti il diritto di prelazione su
parte delle cose alienate, il compratore ha facolta' di recedere dal contratto.
Articolo 61
Esercizio della prelazione
(Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, art. 149, comma 5)
1. Il soprintendente, ricevuta la denuncia di un atto soggetto a prelazione,
ne da' immediata comunicazione alla Regione, alla Provincia ed al Comune
nel cui territorio si trova il bene. Trattandosi di bene mobile, la Regione
ne da' notizia sul proprio Bollettino Ufficiale ed eventualmente mediante
altri idonei mezzi di pubblicita' a livello nazionale, con la descrizione
dell'opera e il prezzo.
2. La regione, la provincia ed il comune, nel termine di quaranta giorni
dalla denuncia, formulano al Ministero la proposta di prelazione, dichiarando
l'eventuale irrevocabile intento di acquistare il bene e di corrisponderne
il prezzo all'alienante.
3. Il Ministero, qualora rinunci all'acquisto, emette, nel termine
previsto dall'articolo 60, comma 1, il decreto di prelazione a favore dell'ente
richiedente.
Sezione III
Commercio
Articolo 62
Obbligo di denuncia dell'attivita' commerciale e di tenuta del registro
(Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, artt. 126 e 128; legge 1 marzo
1975, n. 44, art. 10)
1. Chiunque esercita il commercio dei beni elencati nell'allegato A
di questo Testo Unico invia al soprintendente e alla Regione copia della
dichiarazione prevista dall'articolo 126 del testo unico delle leggi di
pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.
2. I soggetti indicati al comma 1 annotano giornalmente le operazioni
eseguite nel registro prescritto dall'articolo 128 del testo unico delle
leggi di pubblica sicurezza, descrivendo le caratteristiche dei beni acquistati
o venduti con le modalita' stabilite dal regolamento. Il registro e' esibito,
a richiesta, ai funzionari del Ministero e della Regione.
3. Il soprintendente verifica, con ispezioni periodiche a cadenza almeno
semestrale, la regolare tenuta del registro e la fedelta' delle annotazioni
in esso contenute. Il verbale dell'ispezione e' notificato all'interessato
ed alla locale autorita' di pubblica sicurezza.
Articolo 63
Attestati di autenticita' e di provenienza
(Legge 20 novembre 1971, n. 1062, art. 2)
1. Chiunque esercita l'attivita' di vendita al pubblico o di esposizione
a fine di commercio di opere di pittura, di scultura, di grafica, di oggetti
di antichita' o di interesse storico od archeologico ha l'obbligo di porre
a disposizione dell'acquirente gli attestati di autenticita' e di provenienza
delle opere e degli oggetti medesimi, che comunque si trovino nell'esercizio
o nell'esposizione.
2. All'atto della vendita i soggetti indicati al comma l sono tenuti
a rilasciare all'acquirente copia fotografica dell'opera o dell'oggetto
con retroscritta dichiarazione di autenticita' e indicazione della provenienza,
recanti la sua firma.
Articolo 64
Commercio di documenti
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409,
art. 37, commi 3, 4 e 5)
1. I titolari di case di vendita ed i pubblici ufficiali preposti alle
vendite mobiliari hanno l'obbligo di comunicare al soprintendente archivistico
l'elenco dei beni archivistici posti in vendita.
2. Entro tre mesi dalle comunicazioni previste dal comma 1 il Ministero
puo' provvedere a norma dell'articolo 6, comma 2.
Capo IV
Circolazione in ambito internazionale
Sezione I
Uscita e ingresso nel territorio nazionale
Articolo 65
Divieto di uscita dal territorio nazionale
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 35, sostituito dal decreto legge
5 luglio 1972, n. 288, art. 1, convertito con modificazioni nella legge
8 agosto 1972, n. 487 e dalla legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 17; decreto
legge 5 luglio 1972, n. 288, art. 2, convertito con modificazioni nella
legge 8 agosto 1972, n. 487)
1. E' vietata, se costituisce danno per il patrimonio storico e culturale
nazionale, l'uscita dal territorio della Repubblica dei beni indicati nell'articolo
2 e di quelli indicati nell'articolo 3, comma 1, lettere a), e) ed f),
salvo quanto previsto all'articolo 69, comma 9.
2. E' comunque vietata l'uscita:
a) dei beni dichiarati a norma dell'articolo 6;
b) di determinate categorie di beni indicati nel comma 1 in relazione
alle loro caratteristiche oggettive, alla loro provenienza od appartenenza,
quando l'esportazione di singoli beni, rientranti in dette categorie, costituisce
danno per il patrimonio nazionale tutelato da questo Titolo. Il divieto
di uscita e' disposto, in via preventiva e per periodi definiti, dal Ministro,
sentito il competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i
beni culturali e ambientali.
Articolo 66
Attestato di libera circolazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 36, sostituito dalla legge 30 marzo
1998, n. 88, art. 18)
1. Chi intenda far uscire dal territorio della Repubblica beni culturali
indicati nell'articolo 65 deve farne denuncia e presentarli ai competenti
uffici di esportazione, indicando, contestualmente e per ciascuno di essi,
il valore venale, al fine di ottenere l'attestato di libera circolazione.
2. L'ufficio di esportazione, entro tre giorni dall'avvenuta presentazione
del bene, ne da' notizia al competente ufficio dell'amministrazione centrale,
che puo', entro i successivi dieci giorni, inibire il rilascio dell'attestato
di libera circolazione.
3. L'ufficio di esportazione, accertata la congruita' del valore indicato,
rilascia o nega, con motivato giudizio, l'attestato di libera circolazione.
4. L'attestato di libera circolazione e' rilasciato dall'ufficio di
esportazione non prima di quindici giorni e comunque non oltre quaranta
giorni dalla presentazione del bene.
5. Nella valutazione circa il rilascio o il rifiuto dell'attestato
di libera circolazione gli uffici di esportazione si attengono a indirizzi
di carattere generale stabiliti dal competente comitato di settore del
Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali.
6. L'attestato di libera circolazione ha validita' triennale ed e'
redatto in tre originali dei quali:
a) uno e' depositato agli atti d'ufficio;
b) un secondo e' consegnato all'interessato e deve accompagnare la
circolazione del bene;
c) un terzo e' trasmesso all'ufficio centrale del Ministero per la
formazione del registro ufficiale degli attestati.
7. In caso di diniego, i beni sono sottoposti al regime previsto dall'articolo
6.
8. Per i beni culturali di proprieta' della Regione o di enti sottoposti
alla sua vigilanza, l'ufficio di esportazione sente la Regione, il cui
parere e' reso nel termine perentorio di trenta giorni dalla data di ricezione
della richiesta e, se negativo, e' vincolante.
9. Restano ferme le competenze delegate alle regioni in materia di
esportazione dei beni indicati all'articolo 2, comma 2, lettera c).
Articolo 67
Ricorso
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 37, sostituito dal decreto legge
5 luglio 1972, n. 288, art. 6, convertito nella legge 8 agosto 1972, n.
487 e dalla legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 19, decreto legislativo 3
febbraio 1993, n. 29, art. 16, sostituito dal decreto legislativo 31 marzo
1998, n. 80, art. 11; decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, art.
4)
1. Avverso il diniego dell'attestato, l'interessato puo' presentare,
entro i successivi trenta giorni, ricorso al direttore generale.
2. Copia del ricorso e' contestualmente inviata all'ufficio di esportazione
interessato.
3. Il direttore generale, sentito il competente comitato di settore
del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali, decide sul ricorso
entro il termine di novanta giorni dalla presentazione dello stesso.
4. Qualora il direttore generale accolga il ricorso, l'ufficio di esportazione,
nei venti giorni successivi, rilascia l'attestato di libera circolazione.
Articolo 68
Acquisto coattivo
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 39, sostituito dalla legge 30 marzo
1998, n. 88, art. 20)
1. L'ufficio di esportazione puo' proporre al Ministero e alla Regione
l'acquisto coattivo del bene per il quale e' richiesto l'attestato di libera
circolazione, dandone contestuale comunicazione all'interessato. In tal
caso il termine per il rilascio dell'attestato e' prorogato di sessanta
giorni.
2. Entro il termine di novanta giorni dalla denuncia, il Ministero
o la Regione nel cui territorio si trova l'ufficio di esportazione hanno
la facolta' di acquistare il bene per il valore indicato nella denuncia.
Articolo 69
Uscita temporanea
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 40, sostituito dalla legge 30 marzo
1998, n. 88, art. 22; legge 2 aprile 1950, n. 328, artt. 1, 2, 3, 4 e 5;
legge 8 ottobre 1997, n. 352, art. 2)
1. I beni culturali per i quali operi il divieto previsto dall'articolo
65, commi 1 e 2 possono uscire temporaneamente dal territorio nazionale
per manifestazioni, mostre o esposizioni d'arte di alto interesse culturale,
sempre che ne siano garantite l'integrita' e la sicurezza.
2. Non possono comunque uscire:
a) i beni suscettibili di subire danni nel trasporto o nella permanenza
in condizioni ambientali sfavorevoli;
b) i beni che costituiscano il fondo principale o una determinata ed
organica sezione di un museo, pinacoteca, galleria, archivio o biblioteca
o di una collezione artistica o bibliografica.
3. Al fine dell'uscita disciplinata dal comma 1, l'interessato chiede
l'assenso del Ministero, indicando il responsabile della custodia del bene
all'estero.
4. Il Ministero rilascia o nega l'assenso, dettando le prescrizioni
necessarie. Il provvedimento di assenso indica il termine massimo per il
rientro del bene, comunque non superiore a un anno dall'uscita dal territorio
nazionale. Il termine indicato nel provvedimento e' prorogabile su richiesta
dell'interessato, fermo restando il termine massimo di cui sopra.
5. L'assenso e' sempre subordinato all'assicurazione delle opere da
parte dell'interessato, per il valore stabilito dal Ministero.
6. Per le mostre e le manifestazioni promosse all'estero dal Ministero
o, con la partecipazione statale, da enti pubblici, dagli istituti italiani
di cultura all'estero, o da organismi sovranazionali, l'assicurazione puo'
essere sostituita dall'assunzione dei relativi rischi da parte dello Stato.
7. Il rilascio della garanzia statale avviene con decreto del Ministero,
adottato di concerto con il Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica.
8. L'uscita del bene e' garantita mediante cauzione, costituita anche
da polizza fidejussoria, per un importo superiore del dieci per cento al
valore stimato del bene, rilasciata da un istituto bancario o da una societa'
di assicurazione. La cauzione e' incamerata dall'amministrazione ove gli
oggetti ammessi alla temporanea esportazione non rientrino nel territorio
nazionale nel termine stabilito. Non si applica la cauzione per i beni
appartenenti allo Stato e alle amministrazioni pubbliche. Il Ministero
puo' esonerare dall'obbligo della cauzione istituzioni di particolare importanza
culturale.
9. I mezzi di trasporto aventi piu' di settantacinque anni possono
uscire temporaneamente dal territorio nazionale per partecipare a mostre
e raduni internazionali. Ad essi non si applicano i commi precedenti, salvo
che presentino l'interesse previsto dall'articolo 2.
Articolo 70
Ingresso nel territorio nazionale
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 39-bis, aggiunto dalla legge 30
marzo 1998, n. 88, art. 21)
1. La spedizione in Italia da uno Stato membro dell'Unione europea
o l'importazione da un Paese terzo dei beni indicati nell'articolo 65 e'
certificata, a domanda, dall'ufficio di esportazione.
2. Il certificato di avvenuta importazione e' rilasciato osservando
le procedure e modalita' stabilite dal regolamento.
3. Il certificato di avvenuta spedizione e' rilasciato in base a documentazione
idonea alla identificazione della cosa e a comprovarne la provenienza,
fornita o autenticata da una autorita' dello Stato membro di spedizione.
Sezione II
Esportazione dal territorio dell'Unione europea
Articolo 71
Denominazioni
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 1)
1. Nella presente sezione e nelle sezioni III di questo Capo e II del
Capo VII si intendono:
a) per "regolamento CEE" e "direttiva CEE", rispettivamente il regolamento
(CEE) n. 3911/92 del Consiglio, del 9 dicembre 1992, come modificato dal
regolamento (CE) n. 2469/96 del Consiglio, del 16 dicembre 1996, e la direttiva
93/7/CEE del Consiglio, del 15 marzo 1993, come modificata dalla direttiva
96/100/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 febbraio 1997;
b) per "Stato richiedente", lo Stato membro dell'Unione europea che
promuova l'azione di restituzione a norma della sezione III.
Articolo 72
Esportazione di beni culturali dal territorio dell'Unione europea
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 11)
1. L'esportazione al di fuori del territorio dell'Unione europea dei
beni culturali indicati nell'allegato A di questo Testo Unico e' disciplinata
dal regolamento CEE e dal presente articolo.
2. La licenza di esportazione prevista dall'articolo 2 del regolamento
CEE e' rilasciata dall'ufficio di esportazione contestualmente all'attestato
di libera circolazione previsto dall'articolo 66, comma 3, ed e' valida
per sei mesi. La licenza di esportazione e' altresi' rilasciata dal medesimo
ufficio che ha emesso l'attestato di libera circolazione in data non anteriore
a trenta mesi.
3. Nel caso di esportazione temporanea di un bene elencato nell'allegato
A di questo Testo Unico, l'ufficio di esportazione rilascia la licenza
di esportazione temporanea in conformita' all'assenso espresso dal Ministero
a norma dell'articolo 69, comma 4.
4. Le disposizioni della sezione I di questo Capo e dell'articolo 134
non si applicano ai beni culturali entrati nel territorio dello Stato e
accompagnati da licenza di esportazione rilasciata da altro Stato membro
dell'Unione europea a norma dell'articolo 2 del regolamento CEE, per la
durata di validita' della licenza medesima.
5. Ai fini del regolamento CEE gli uffici di esportazione del Ministero
sono autorita' competenti per il rilascio delle licenze di esportazione
di beni culturali. Il Ministero ne forma e conserva l'elenco, comunicando
alla Commissione delle Comunita' europee eventuali aggiornamenti entro
due mesi dalla loro effettuazione.
Sezione III
Restituzione di beni culturali illecitamente usciti dal territorio
di uno Stato membro dell'Unione europea
Articolo 73
Restituzione
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 2)
1. I beni culturali usciti illecitamente dal territorio di uno Stato
membro dell'Unione europea dopo il 31 dicembre 1992 sono restituiti a norma
delle disposizioni della presente sezione.
2. Sono considerati beni culturali quelli qualificati, anche dopo la
loro uscita dal territorio dello Stato richiedente, in base alle norme
ivi vigenti, come appartenenti al patrimonio culturale nazionale, secondo
quanto stabilito dall'articolo 30 del Trattato istitutivo della Comunita'
economica europea, ratificato e reso esecutivo con legge 14 ottobre 1957,
n. 1203, sostituito dall'articolo 6 del Trattato di Amsterdam, ratificato
e reso esecutivo con legge 16 giugno 1998, n. 209.
3. La restituzione e' ammessa per i beni culturali ricompresi in una
delle seguenti categorie:
a) beni indicati nell'allegato A;
b) beni facenti parte di collezioni pubbliche, inventariate in musei,
archivi e fondi di conservazione di biblioteche; si intendono pubbliche
le collezioni di proprieta' dello Stato, di altre autorita' territoriali,
di enti qualificati pubblici in conformita' alla legislazione nazionale,
nonche' le collezioni finanziate in modo significativo dallo Stato o da
altri enti pubblici territoriali;
c) beni inclusi in inventari ecclesiastici.
4. E' illecita l'uscita dei beni culturali avvenuta in violazione del
regolamento CEE o della legislazione dello Stato richiedente in materia
di protezione del patrimonio culturale nazionale, ovvero determinata dal
mancato rientro alla scadenza del termine di uscita o di esportazione temporanea.
5. Si considerano altresi' illecitamente usciti i beni dati in uscita
o esportazione temporanea qualora siano violate le prescrizioni stabilite
con il provvedimento previsto nell'articolo 69, comma 4.
6. La restituzione e' ammessa se le condizioni indicate nei commi 4
e 5 sussistono al momento della proposizione della domanda.
Articolo 74
Assistenza e collaborazione a favore degli Stati U.E.
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 3)
1. L'autorita' centrale prevista dall'articolo 3 della direttiva CEE
e', per l'Italia, il Ministero. Esso si avvale, per i vari compiti indicati
nella direttiva, dei suoi organi centrali e periferici, nonche' della cooperazione
degli altri Ministeri, degli altri organi dello Stato, delle regioni e
degli altri enti territoriali e locali.
2. Per il ritrovamento e la restituzione dei beni culturali appartenenti
al patrimonio di altro Stato membro, il Ministero:
a) assicura la propria collaborazione alle autorita' competenti degli
altri Stati membri dell'Unione europea;
b) fa eseguire ricerche sul territorio nazionale, rivolte alla localizzazione
del bene culturale e alla identificazione di chi lo possieda o comunque
lo detenga; le ricerche sono disposte su domanda dello Stato richiedente,
corredata di ogni notizia e documento utili per agevolare le indagini,
con particolare riguardo alla localizzazione del bene;
c) notifica agli Stati membri interessati il ritrovamento nel territorio
nazionale di un bene culturale la cui illecita uscita da uno Stato membro
possa presumersi per indizi precisi e concordanti;
d) agevola le operazioni che lo Stato membro interessato esegue, per
verificare la sussistenza dei presupposti indicati all'articolo 73, sul
bene del quale sia stata effettuata la notifica di uscita illecita presunta
a norma della lettera c), purche' tali operazioni vengano effettuate entro
tre mesi dalla notifica stessa; qualora la verifica non sia eseguita entro
il prescritto termine non sono applicabili le disposizioni contenute nella
lettera e);
e) dispone, ove necessario, la rimozione e la temporanea custodia presso
istituti pubblici, nonche' ogni altra misura necessaria per la conservazione
del bene;
f) favorisce l'amichevole composizione, tra Stato richiedente e possessore
o detentore del bene culturale, di ogni controversia concernente la restituzione;
a tal fine, tenuto conto della qualita' dei soggetti e della natura del
bene, il Ministero puo' proporre allo Stato richiedente e ai soggetti possessori
o detentori la definizione della controversia mediante arbitrato da svolgersi
secondo la legislazione italiana e raccogliere, per l'effetto, il formale
accordo di entrambe le parti.
Articolo 75
Azione di restituzione
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 4)
1. Gli Stati membri dell'Unione europea possono esercitare l'azione
di restituzione davanti all'autorita' giudiziaria ordinaria per i beni
culturali usciti illecitamente dal loro territorio secondo quanto previsto
dall'articolo 73.
2. L'azione e' proposta davanti al tribunale del luogo in cui il bene
si trova.
3. Oltre ai requisiti previsti nell'articolo 163 del codice di procedura
civile, l'atto di citazione deve contenere:
a) un documento descrittivo del bene richiesto che ne certifichi la
qualita' di bene culturale;
b) la dichiarazione delle autorita' competenti dello Stato richiedente
relativa all'uscita illecita del bene dal territorio nazionale.
4. L'atto di citazione e' notificato altresi' al Ministero per essere
annotato nello speciale registro di trascrizione delle domande giudiziali
di restituzione.
5. Il Ministero notifica immediatamente l'intervenuta trascrizione
alle autorita' centrali degli altri Stati membri.
Articolo 76
Prescrizione dell'azione
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 5)
1. L'azione di restituzione e' promossa nel termine perentorio di un
anno a decorrere dal giorno in cui lo Stato richiedente ha avuto conoscenza
che il bene uscito illecitamente si trova in un determinato luogo e ne
ha identificato il possessore o detentore.
2. L'azione di restituzione si prescrive in ogni caso entro il termine
di trenta anni dal giorno dell'uscita illecita del bene dal territorio
dello Stato richiedente.
3. L'azione di restituzione non si prescrive per i beni indicati nell'articolo
73, comma 3, lettere b) e c).
Articolo 77
Indennizzo
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 6)
1. Il tribunale, nel disporre la restituzione del bene, puo', su domanda
della parte interessata, liquidare un indennizzo determinato in base a
criteri equitativi.
2. Per ottenere l'indennizzo previsto dal comma 1, il soggetto interessato
e' tenuto a dimostrare di aver acquisito in buona fede il possesso del
bene.
3. Il soggetto che abbia acquisito il possesso del bene per donazione
eredita' o legato non puo' beneficiare di una posizione piu' favorevole
di quella del proprio dante causa.
4. Lo Stato richiedente che sia obbligato al pagamento dell'indennizzo
puo' rivalersi nei confronti del soggetto responsabile dell'illecita circolazione
residente in Italia.
Articolo 78
Pagamento dell'indennizzo
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 7)
1. L'indennizzo e' corrisposto da parte dello Stato richiedente contestualmente
alla restituzione del bene.
2. Del pagamento e della consegna del bene e' redatto, a cura di un
notaio, di un ufficiale giudiziario, ovvero di funzionari all'uopo designati
dal Ministero, processo verbale, che viene rimesso in copia al Ministero
stesso.
3. Il processo verbale indicato nel comma 2 costituisce titolo idoneo
per la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale.
Articolo 79
Custodia temporanea dei beni ed altri adempimenti
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 8)
1. Sono a carico dello Stato richiedente le spese relative alla ricerca,
rimozione o custodia temporanea del bene da restituire, le altre comunque
conseguenti all'applicazione dell'articolo 74, nonche' quelle inerenti
all'esecuzione della sentenza che dispone la restituzione.
Articolo 80
Azione di restituzione a favore dell'Italia
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 9)
1. L'azione di restituzione dei beni culturali usciti illecitamente
dal territorio italiano e' esercitata dal Ministero, d'intesa con il Ministero
degli affari esteri, davanti al giudice dello Stato membro dell'Unione
europea in cui si trova il bene culturale.
2. Il Ministero si avvale dell'assistenza dell'Avvocatura generale
dello Stato.
Articolo 81
Destinazione del bene restituito
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 10)
1. Qualora il bene culturale restituito non appartenga allo Stato,
il Ministero provvede alla sua custodia fino alla consegna all'avente diritto.
2. La consegna del bene e' subordinata al rimborso allo Stato delle
spese sostenute per il procedimento di restituzione e per la custodia del
bene.
3. Quando non sia conosciuto chi abbia diritto alla consegna del bene,
il Ministero da' notizia del provvedimento di restituzione mediante avviso
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e con altra
forma di pubblicita'.
4. Qualora l'avente diritto non ne richieda la consegna entro cinque
anni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'avviso previsto
dal comma 3, il bene e' acquisito al demanio dello Stato. Il competente
Ufficio dell'amministrazione centrale, sentiti il competente comitato di
settore del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali e le
regioni interessate, dispone che il bene sia assegnato ad un museo, biblioteca
o archivio dello Stato, di una Regione o di altro ente pubblico al fine
di assicurarne la migliore tutela e il pubblico godimento nel contesto
culturale piu' opportuno.
Articolo 82
Informazioni alla Commissione europea e al Parlamento nazionale
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 14)
1. Il Ministro informa la Commissione delle Comunita' europee delle
misure adottate dall'Italia per assicurare l'esecuzione del regolamento
CEE e acquisisce le corrispondenti informazioni trasmesse alla Commissione
dagli altri Stati membri.
2. Il Ministro trasmette annualmente al Parlamento, in allegato allo
stato di previsione della spesa del Ministero, una relazione sull'attuazione
del presente Capo, nonche' sull'attuazione della direttiva CEE e del regolamento
CEE in Italia e negli altri Stati membri.
3. Il Ministro, sentito il Consiglio nazionale per i beni culturali
e ambientali, predispone ogni tre anni la relazione alla Commissione indicata
al comma 1 sull'applicazione del regolamento CEE e della direttiva CEE.
La relazione e' trasmessa al Parlamento.
Articolo 83
Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 15)
1. Presso il Ministero e' istituita la banca dati dei beni culturali
illecitamente sottratti.
2. Le modalita' di attuazione della banca dati sono determinate dal
regolamento.
Articolo 84
Accordi con gli alti Stati membri dell'Unione europea
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 16)
1. Al fine di sollecitare e favorire una reciproca maggiore conoscenza
del patrimonio culturale nonche' della legislazione e dell'organizzazione
di tutela dei diversi Stati membri dell'Unione europea, il Ministero promuove
gli opportuni accordi con le corrispondenti autorita' degli altri Stati.
Capo V
Ritrovamenti e scoperte
Articolo 85
Ricerca di beni culturali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 43)
1. Le ricerche archeologiche e, in genere, le opere per il ritrovamento
di beni culturali indicati all'articolo 2, in qualunque parte del territorio
nazionale, sono riservate allo Stato.
2. Ai fini del comma 1, il Ministero puo' con suo decreto ordinare
l'occupazione temporanea degli immobili ove devono eseguirsi i lavori.
3. Il proprietario dell'immobile ha diritto ad un indennizzo per i
danni subiti, che, in caso di disaccordo, e' determinato con le norme stabilite
dagli articoli 65 e seguenti della legge 25 giugno 1865, n. 2359. Il Ministero
puo' rilasciare al proprietario, che ne faccia richiesta, i beni ritrovati,
o parte di essi, quando non interessino le raccolte dello Stato.
Articolo 86
Concessione di ricerca
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 45 e 47)
1. Il Ministero puo' dare in concessione ad enti o privati l'esecuzione
di ricerche e di opere indicate nell'articolo 85 ed emettere a favore del
concessionario il decreto di occupazione degli immobili ove devono eseguirsi
i lavori.
2. Il concessionario deve osservare, oltre alle norme imposte nell'atto
di concessione, tutte le altre che l'amministrazione ritenga di prescrivere.
3. In caso di inosservanza, la concessione e' revocata.
4. La concessione puo' altresi' essere revocata quando il Ministero
intenda sostituirsi nell'esecuzione o prosecuzione delle opere. In tal
caso sono rimborsate dallo Stato le spese occorse per le opere gia' eseguite
ed il relativo importo e' fissato dal Ministero.
5. Ove il concessionario non ritenga di accettare la determinazione
ministeriale, l'importo e' stabilito da un perito tecnico nominato dal
presidente del tribunale. Le relative spese sono anticipate dal concessionario.
6. La concessione prevista al comma 1 puo' essere data anche al proprietario
degli immobili ove devono eseguirsi i lavori.
Articolo 87
Scoperta fortuita
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 48)
1. Chiunque scopra fortuitamente beni mobili o immobili indicati nell'articolo
2 ne fa denuncia entro ventiquattro ore al soprintendente o al sindaco,
ovvero all'autorita' di pubblica sicurezza e provvede alla conservazione
temporanea di essi, lasciandoli nelle condizioni e nel luogo in cui sono
stati rinvenuti.
2. Ove si tratti di beni mobili dei quali non si possa altrimenti assicurare
la custodia, lo scopritore ha facolta' di rimuoverli per meglio garantirne
la sicurezza e la conservazione sino alla visita dell'autorita' competente,
e, ove occorra, di chiedere l'ausilio della forza pubblica.
3. Agli obblighi di conservazione e custodia previsti nei commi 1 e
2 e' soggetto ogni detentore dei beni scoperti fortuitamente.
4. Le eventuali spese sostenute per la custodia e rimozione sono rimborsate
dal Ministero.
Articolo 88
Appartenenza e qualificazione dei beni ritrovati
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 44, 46, 47 e 49)
1. I beni indicati nell'articolo 2, da chiunque e in qualunque modo
ritrovati, appartengono allo Stato. A seconda che siano beni immobili o
mobili essi fanno parte, rispettivamente, del demanio pubblico o del patrimonio
indisponibile dello Stato a norma degli articoli 822 e 826 del codice civile.
Articolo 89
Premio per i ritrovamenti
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 44, 46, 47, 49 e 50)
1. Il Ministero corrisponde un premio non superiore al quarto del valore
delle cose ritrovate:
a) al proprietario dell'immobile dove e' avvenuto il ritrovamento;
b) al concessionario indicato nell'articolo 86;
c) allo scopritore che ha ottemperato gli obblighi previsti dall'articolo
87.
2. Qualora il proprietario dell'immobile abbia ottenuto la concessione
prevista dall'articolo 86 ovvero sia scopritore del bene ha diritto ad
un premio non superiore alla meta' del valore delle cose ritrovate.
3. Nessun premio spetta allo scopritore che si sia introdotto e abbia
ricercato nel fondo altrui senza il consenso del proprietario o del possessore.
4. Il premio puo' essere corrisposto in denaro o mediante rilascio
di parte delle cose ritrovate.
Articolo 90
Determinazione del premio
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, arti. 44, 46, 47, 49 e 50)
1. Il Ministero provvede alla determinazione del premio spettante agli
aventi titolo a norma dell'articolo 89, previa stima delle cose ritrovate.
A richiesta degli aventi titolo che non accettano la stima del Ministero,
il valore delle cose ritrovate e' determinato da una commissione costituita
da tre membri da nominarsi uno dal Ministero, l'altro dal richiedente e
il terzo dal presidente del tribunale. Le spese della perizia sono anticipate
dal richiedente.
2. La determinazione della commissione e' impugnabile in caso di errore
o di manifesta iniquita'.
Capo VI
Valorizzazione e godimento pubblico
Sezione I
Espropriazione
Articolo 91
Espropriazione di beni culturali
(Legge I giugno 1939, n. 1089, art. 54; decreto del Presidente della
Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 45; decreto del Presidente
della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art. 9, comma 1, lettera e)
1. I beni culturali mobili e immobili possono essere espropriati dal
Ministero per causa di pubblica utilita', quando l'espropriazione risponda
ad un importante interesse a migliorare le condizioni di tutela ai fini
del godimento pubblico dei beni medesimi.
2. L'espropriazione puo' essere disposta a favore delle regioni, delle
province, dei comuni, di altro ente pubblico o di persona giuridica privata
senza fine di lucro.
Articolo 92
Espropriazione per fini strumentali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 55)
1. Possono essere espropriate per causa di pubblica utilita' aree ed
edifici quando cio' sia necessario per isolare o restaurare monumenti,
assicurarne la luce o la prospettiva, garantirne o accrescerne il decoro
o il godimento da parte del pubblico, facilitarne l'accesso.
Articolo 93
Espropriazione per interesse archeologico
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 56)
1. Il Ministero puo' procedere all'espropriazione di immobili al fine
di eseguire interventi di interesse archeologico o per il ritrovamento
di beni culturali.
Articolo 94
Dichiarazione di pubblica utilita'
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 57; decreto del Presidente della
Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 45, comma 2; decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 112, art. 152, comma 3, lett. a e b)
1. La dichiarazione di pubblica utilita' e' fatta con provvedimento
del Ministero o, nel caso dell'articolo 92, anche con atto della Regione.
2. Nei casi previsti dagli articoli 92 e 93 l'approvazione del progetto
equivale a dichiarazione di pubblica utilita'.
Articolo 95
Indennita' di esproprio per i beni culturali
(Regio decreto 30 gennaio 1913, n. 363, art. 70; decreto del Presidente
della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 45, comma 1)
1. Nel caso dell'articolo 91 l'indennita' consiste nel giusto prezzo
che il bene avrebbe in una libera contrattazione di compravendita all'interno
dello Stato.
2. Il decreto di esproprio e' emesso dal prefetto dopo il deposito
dell'indennita' offerta dall'espropriante ed accettata dall'espropriato,
oppure determinata dal perito nominato dal presidente del tribunale.
Articolo 96
Rinvio a norme generali
(Regio decreto 30 gennaio 1913, n. 363, art. 68)
1. Nei casi disciplinati dagli articoli 92 e 93 l'indennita' e la procedura
di esproprio sono regolate dalle disposizioni generali in materia di espropriazione
per opere pubbliche.
Articolo 97
Interventi di valorizzazione
1. Gli interventi di valorizzazione sono comunque soggetti alle disposizioni
del Capo II del presente Titolo in quanto applicabili.
Sezione II
Fruizione
Articolo 98
Beni demaniali
(Codice civile, art. 822)
1. I beni culturali indicati nell'articolo 54 sono destinati al godimento
pubblico.
Articolo 99
Apertura al pubblico di musei, monumenti, aree e parchi archeologici,
archivi e biblioteche
(Legge 23 luglio 1980, n. 502, art. 1, sostituito dalla legge 27 giugno
1985, n. 332, art. 1; decreto del Presidente della Repubblica 5 luglio
1995, n. 417, art. 27; decreto ministeriale 11 dicembre 1997, n. 507, art.
5, comma 1)
1. L'apertura al pubblico dei musei, dei monumenti, delle aree e dei
parchi archeologici statali, degli archivi di Stato e delle biblioteche
pubbliche statali e' disposta e regolamentata dal Ministero.
2. Ai fini del comma 1 si intende per:
a) museo: struttura comunque denominata organizzata per la conservazione,
la valorizzazione e la fruizione pubblica di raccolte di beni culturali;
b) area archeologica: sito su cui insistono i resti di un insieme edilizio
originariamente concluso per funzione e destinazione d'uso complessiva.
c) parco archeologico: ambito territoriale caratterizzato da importanti
evidenze archeologiche e dalla compresenza di valori storici, paesaggistici
o ambientali, attrezzato come museo all'aperto in modo da facilitarne la
lettura attraverso itinerari ragionati e sussidi didattici.
Articolo 100
Biglietto d'ingresso
(Legge 25 marzo 1997, n. 78, art. 1, commi 2, 3 e 4)
1. L'accesso ai luoghi indicati nell'articolo 99, comma 1, e' consentito,
di regola, dietro pagamento di un biglietto.
2. Sono stabiliti dal regolamento:
a) i casi di libero accesso e di ingresso gratuito;
b) le categorie di biglietti e i criteri per la determinazione del
relativo prezzo. Il prezzo del biglietto include gli oneri derivanti dalla
stipula delle convenzioni previste alla lettera c);
c) le modalita' di emissione, di distribuzione, di vendita del biglietto
d'ingresso e di riscossione del corrispettivo, anche mediante convenzioni
con soggetti pubblici e privati. Per la gestione dei biglietti d'ingresso
possono essere impiegate nuove tecnologie informatiche, con possibilita'
di prevendita e vendita presso terzi convenzionati.
d) la percentuale dei proventi dei biglietti da assegnare all'Ente
nazionale di assistenza e previdenza per i pittori, scultori, musicisti,
scrittori ed autori drammatici.
3. Gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti d'ingresso sono
destinati all'adeguamento strutturale e funzionale dei locali adibiti a
sedi di musei, gallerie, archivi e biblioteche dello Stato, alle misure
di prevenzione degli incendi, alla installazione dei sistemi antifurto
e di ogni altra misura di prevenzione nei locali stessi, nonche' all'espropriazione
e all'acquisto, anche mediante l'esercizio del diritto di prelazione da
parte dello Stato di beni di interesse artistico e storico. Il Ministro
del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e' autorizzato
a riassegnare, con propri decreti, alle competenti unita' previsionali
di base dello stato di previsione del Ministero le somme affluite all'entrata
del bilancio dello Stato a norma del presente comma.
Articolo 101
Ricerche e letture negli archivi di Stato e delle biblioteche pubbliche
statali
(Decreto del Presidente della Repubblica 5 luglio 1995, n. 417, art.
47; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409,
art. 28)
1. Le ricerche e letture per ragioni di studio effettuate negli archivi
di Stato e nelle biblioteche pubbliche statali sono gratuite.
Articolo 102
Mostre o esposizioni
(Legge 2 aprile 1950, n. 328, artt. 6 e 7; decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, art. 13-bis, lett. h)
1. Il Ministero dichiara, a richiesta dell'interessato, il rilevante
interesse scientifico o culturale delle mostre o esposizioni di opere d'arte
ai fini dell'applicazione delle agevolazioni fiscali
2. E' soggetto ad autorizzazione ministeriale il prestito alla mostra
o all'esposizione:
a) di opere d'arte di proprieta' dello Stato, assentito dall'ufficio
competente;
b) di opere d'arte costituenti beni culturali a norma dell'articolo
2, comma 1, lettera a), di proprieta' di enti pubblici e di persone giuridiche
private senza fine di lucro, o dichiarati a norma dell'articolo 6;
c) di beni archivistici.
3. La richiesta di autorizzazione e' presentata almeno quattro mesi
prima dell'inizio della manifestazione ed indica il responsabile della
custodia delle opere in prestito.
4. Il regolamento individua i criteri per il rilascio dell'autorizzazione,
in relazione alle esigenze di integrita' e fruizione pubblica delle opere.
5. L'autorizzazione puo' essere subordinata all'adozione delle misure
necessarie alla salvaguardia delle opere.
6. L'autorizzazione prevista dal comma 2 produce gli effetti di quella
prevista dall'articolo 22.
7. I provvedimenti indicati dal presente articolo sono adottati dalle
regioni nelle ipotesi previste dal decreto del Presidente della Repubblica
14 gennaio 1972, n. 3.
Articolo 103
Vigilanza
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 7)
1. Il Ministero, con il concorso delle regioni, vigila affinche' siano
rispettati i diritti di uso e godimento che il pubblico abbia acquisito
sui beni soggetti alle disposizioni di questo Titolo.
Articolo 104
Cooperazione con le regioni e gli enti locali
(Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, art. 152)
1. Il Ministero, le regioni e gli enti locali cooperano alla promozione
e allo sviluppo della fruizione dei beni culturali nelle forme previste
dall'articolo 152 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
Articolo 105
Accordi per la promozione della fruizione
(legge 8 ottobre 1997, n. 352, art. 8)
1. Al fine di promuovere e sviluppare la fruizione dei beni culturali
il Ministero, oltre a concludere accordi con amministrazioni pubbliche
ed altri soggetti privati, puo' stipulare apposite convenzioni con le associazioni
di volontariato che svolgono attivita' per la salvaguardia e la diffusione
della conoscenza dei beni culturali.
Articolo 106
Visita pubblica di beni culturali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 53)
1. Sono soggette a visita da parte del pubblico per scopi culturali:
a) i beni culturali immobili indicati all'articolo 2, comma 1, lettere
a) e b) gia' dichiarati a norma dell'articolo 6 che rivestano altresi'
un interesse eccezionale;
b) le collezioni dichiarate a norma dell'articolo 6.
2. L'interesse eccezionale degli immobili indicati alla lettera a)
del comma 1 e' dichiarato con atto del Ministero, sentito il proprietario.
3. Le modalita' di visita sono concordate con il proprietario; in caso
di mancato accordo possono essere disposte dal Ministero, tenuto conto
delle esigenze del domicilio e della proprieta'.
4. Sono fatte salve le disposizioni dell'articolo 45.
Articolo 107
Accesso agli archivi di Stato
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409,
art. 21; decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1975, n. 854;
artt. 1 e 6)
1. I documenti conservati negli archivi di Stato sono liberamente consultabili,
ad eccezione di quelli dichiarati di carattere riservato a norma dell'articolo
110 relativi alla politica estera o interna dello Stato, che diventano
consultabili cinquanta anni dopo la loro data, e di quelli riservati relativi
a situazioni puramente private di persone, che lo diventano dopo settanta
anni. I documenti dei processi penali sono consultabili settanta anni dopo
la data della conclusione del procedimento.
2. Il Ministero dell'interno, d'intesa con il Ministero, puo' permettere,
per motivi di studio, la consultazione di documenti di carattere riservato
anche prima della scadenza dei termini previsti nel comma 1. Ai fini di
tale autorizzazione, il Ministero dell'interno ha facolta' di avvalersi
del parere del competente comitato di settore del Consiglio nazionale per
i beni culturali e ambientali, in relazione al valore storico-culturale
dei documenti riservati dei quali sia stata richiesta la consultazione.
3. I documenti di proprieta' dei privati, e da questi depositati negli
archivi di Stato o agli archivi medesimi donati o venduti o lasciati in
eredita' o legato, sono assoggettati alla disciplina stabilita dai commi
1 e 2.
4. I depositanti e coloro che donano o vendono o lasciano in eredita'
o legato documenti agli archivi di Stato possono tuttavia porre la condizione
della non consultabilita' di tutti o di parte dei documenti dell'ultimo
settantennio. Tale limitazione, come pure quella generale stabilita dal
comma 1, non opera nei riguardi dei depositanti, dei donanti, dei venditori
e di qualsiasi altra persona da essi designata. La limitazione e' altresi'
inoperante nei confronti degli aventi causa dei depositanti, dei donanti,
dei venditori, quando si tratti di documenti concernenti oggetti patrimoniali,
ai quali siano interessati per il titolo di acquisto.
Articolo 108
Accesso agli archivi storici degli Enti pubblici
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409,
art. 22; decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1975, n. 854;
artt. 1 e 6)
1. Le disposizioni dell'articolo 107 si applicano agli archivi storici
degli enti pubblici.
2. Salvo quanto disposto dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, in materia
di accesso agli atti della pubblica amministrazione, e' disciplinata con
regolamento la consultazione a scopi storici degli archivi correnti e di
deposito delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici.
Articolo 109
Accesso agli archivi privati
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409,
art. 38, comma 1, lett. b)
1. I privati proprietari, possessori o detentori degli archivi o dei
singoli documenti dichiarati a norma dell'articolo 6, comma 2, hanno l'obbligo
di permettere agli studiosi, che ne facciano motivata richiesta tramite
il soprintendente archivistico, la consultazione dei documenti che, d'intesa
con lo stesso soprintendente, non siano riconosciuti di carattere riservato.
2. Le modalita' di consultazione sono concordate tra il privato e il
soprintendente. Le spese sono a carico dello studioso.
Articolo 110
Declaratoria di riservatezza
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1975, n. 854,
artt. 3 e 4)
1. L'accertamento dell'esistenza e della natura degli atti non liberamente
consultabili a norma degli articoli 107, 108 e 109 e' effettuato dal Ministero
dell'interno, d'intesa con il Ministero.
Articolo 111
Fruizione da parte delle scuole
(Legge 8 ottobre 1997, n. 352. art. 7 e 8)
1. Il Ministero, le regioni e gli altri enti territoriali favoriscono
la fruizione del patrimonio culturale e scientifico da parte degli studenti,
stipulando con le scuole di ogni ordine e grado apposite convenzioni nelle
quali sono fissate, tra l'altro, le modalita' per la predisposizione di
materiali, sussidi e percorsi didattici.
2. Gli oneri derivanti dalle convenzioni sono ripartiti tra la scuola
richiedente ed il Ministero o l'ente interessato.
Articolo 112
Servizi di assistenza culturale e di ospitalita'
(Decreto legge 14 novembre 1992, n. 433, convertito con modificazioni
nella legge 14 gennaio 1993, n. 4, art. 4, comma 1; decreto legge 23 febbraio
1995, n. 41, convertito con modificazioni nella legge 22 marzo 1995, n.
85, art. 47-quater; decreto del Presidente della Repubblica 5 luglio 1995,
n. 417, artt. 31-60; decreto ministeriale 24 marzo 1997, n. 139, art. 2,
comma 1)
1. Nei luoghi indicati all'articolo 99, comma 1, possono essere istituiti
servizi di assistenza culturale e di ospitalita' per il pubblico.
2. I servizi riguardano in particolare:
a) il servizio editoriale e di vendita riguardante i cataloghi e i
sussidi catalografici, audiovisivi e informatici, ogni altro materiale
informativo, e le riproduzioni di beni culturali;
b) i servizi riguardanti beni librari e archivistici per la fornitura
di riproduzioni e il recapito del prestito bibliotecario;
c) la gestione di raccolte discografiche, di diapoteche e biblioteche
museali;
d) la gestione dei punti vendita e l'utilizzazione commerciale delle
riproduzioni dei beni;
e) i servizi di accoglienza, ivi inclusi quelli di assistenza e di
intrattenimento per l'infanzia, i servizi di informazione, di guida e assistenza
didattica, i centri di incontro;
f) i servizi di caffetteria, di ristorazione, di guardaroba;
g) l'organizzazione di mostre e manifestazioni culturali, di iniziative
promozionali.
Articolo 113
Concessione dei servizi
(Decreto legge 14 novembre 1992, n. 433, convertito con modificazioni
nella legge 14 gennaio 1993, n. 4, art. 4, commi 3 e 4; legge 8 ottobre
1997, n. 352, art. 3; decreto ministeriale 24 marzo 1997, n. 139, art.
2, comma 1 e art. 3, comma 6)
1. I servizi indicati all'articolo 112 possono essere affidati in concessione
a privati, qualora risulti finanziariamente conveniente e i servizi medesimi
non possano essere assicurati mediante le risorse umane e finanziarie dell'amministrazione.
2. Le concessioni per i servizi previste al comma 1 possono essere
integrate, ai fini di una gestione comune, con l'affidamento dei servizi
di pulizia e di vigilanza e biglietteria.
3. I funzionari preposti agli istituti di cui all'articolo 99, comma
1, d'ora in poi indicati come "capo dell'istituto" provvedono all'affidamento
in concessione a norma delle vigenti disposizioni in materia di appalti
di servizi.
4. La concessione ha durata quadriennale e puo' essere rinnovata, esclusa
la rinnovazione tacita, per non piu' di due volte.
5. Al fine di garantire il coordinamento ovvero l'integrazione dei
servizi, possono essere stipulate apposite convenzioni con regioni, province,
comuni ed altri enti pubblici e soggetti privati titolari di istituti corrispondenti
a quelli indicati nell'articolo 99, comma 1.
Sezione III
Uso individuale
Articolo 114
Uso dei beni culturali
(Decreto legge 14 novembre 1992, n. 433, convertito con modificazioni
nella legge 14 gennaio 1993, n. 4, art. 4, comma 5-ter)
1. Il Ministero puo' concedere l'uso dei beni dello Stato che abbia
in consegna per finalita' compatibili con la loro destinazione culturale.
2. Il capo dell'istituto determina il canone dovuto e adotta il relativo
provvedimento.
Articolo 115
Uso strumentale e precario - riproduzione dei beni culturali
(Legge 30 marzo 1965, n. 340, art. 5, comma 2; decreto del Presidente
della Repubblica 5 luglio 1995, n. 417, artt. 31-60; decreto ministeriale
24 marzo 1997 n. 139, art 8)
1. Il capo dell'istituto puo' concedere l'uso strumentale e precario
nonche' la riproduzione dei beni in consegna al Ministero, fatte salve
le vigenti disposizioni in materia di diritto d'autore.
2. I canoni di concessione ed i corrispettivi connessi alle riproduzioni
di beni culturali sono determinati dal capo dell'istituto tenendo anche
conto:
a) del carattere delle attivita' cui si riferiscono le concessioni
d'uso;
b) dei mezzi e delle modalita' di esecuzione delle riproduzioni;
c) del tipo e del tempo di utilizzazione degli spazi e dei beni;
d) delle utilizzazioni e destinazioni delle riproduzioni medesime,
anche in riferimento al beneficio economico del destinatario.
3. I canoni e i corrispettivi sono corrisposti in via anticipata.
4. Nessun canone e' dovuto per le riproduzioni richieste per uso personale
o per motivi di studio. I richiedenti sono comunque tenuti al rimborso
delle spese eventualmente sostenute dal Ministero.
5. Nei casi in cui dall'attivita' in concessione possa derivare un
pregiudizio ai beni culturali, il capo dell'istituto determina l'importo
della cauzione, costituita anche mediante fideiussione bancaria o assicurativa.
Per gli stessi motivi, la cauzione e' dovuta anche nei casi di esenzione
dal pagamento dei canoni e corrispettivi.
6. La cauzione e' restituita, con l'assenso del capo dell'istituto,
quando sia stato accertato che i beni in concessione non hanno subito danni
e le spese sostenute dall'amministrazione sono state rimborsate.
7. Con decreto del Ministro sono fissati gli importi minimi dei canoni
e dei corrispettivi per l'uso e la riproduzione dei beni.
Articolo 116
Catalogo di immagini fotografiche e di riprese di beni culturali
(Legge 30 marzo 1965, n. 340, art. 5, comma 4; decreto ministeriale
24 marzo 1997, n. 139, art. 9)
1. Il capo dell'istituto, all'atto della concessione, per fini di raccolta
e catalogo di immagini fotografiche e di riprese in genere di beni culturali,
prescrive:
a) il deposito del doppio originale di ogni ripresa o fotografia;
b) la restituzione, dopo l'uso, del fotocolor originale con relativo
codice.
Articolo 117
Pagamento di canoni e corrispettivi
(Decreto legge 14 novembre 1992, n. 433, convertito con modificazioni
nella legge 14 gennaio 1993, n. 4, art. 4, comma 5; decreto del Presidente
della Repubblica 5 luglio 1995, n. 417 art. 61; decreto ministeriale 24
marzo 1997, n. 139, art. 11)
1. I canoni ed i proventi derivanti dall'applicazione delle norme dettate
nella sezione II, articoli 112 e 113, e nella sezione III di questo Capo
sono versati alla sezione di tesoreria provinciale dello Stato, anche mediante
versamento in conto corrente postale intestato alla tesoreria medesima,
ovvero sul conto corrente bancario aperto da ciascun capo di istituto presso
un istituto di credito. In tale ultima ipotesi l'istituto bancario provvede,
non oltre cinque giorni dalla riscossione, al versamento delle somme affluite
alla sezione di tesoreria provinciale dello Stato.
2. I canoni ed i proventi indicati al comma 1 affluiscono ad apposita
unita' previsionale di base dello stato di previsione dell'entrata per
essere riassegnati alle competenti unita' previsionali di base dello stato
di previsione della spesa del Ministero e destinati, in misura non inferiore
al cinquanta per cento del loro ammontare, agli istituti di provenienza.
Capo VII
Sanzioni
Sezione I
Sanzioni penali
Articolo 118
Opere illecite
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 59, come modificato dalla legge
1 marzo 1975, n. 44, art. 16)
1. E' punito con l'arresto da 6 mesi ad 1 anno e con l'ammenda da lire
1.500.000 a lire 75.000.000:
a) chiunque senza autorizzazione demolisce, rimuove, modifica, restaura
ovvero, senza approvazione, esegue opere di qualunque genere sui beni culturali
indicati nell'articolo 2, dichiarati, se appartenenti a privati, a norma
dell'articolo 6;
b) chiunque procede al distacco di affreschi, stemmi, graffiti, iscrizioni,
tabernacoli ed altri ornamenti di edifici, esposti o non alla pubblica
vista, senza l'autorizzazione del soprintendente, anche se non vi sia stata
la dichiarazione prevista dall'articolo 6;
c) chiunque esegue, in casi di assoluta urgenza, lavori provvisori
indispensabili per evitare danni notevoli ai beni indicati nell'articolo
2, senza darne immediata comunicazione alla soprintendenza ovvero senza
inviare, nel piu' breve tempo, i progetti dei lavori definitivi per l'approvazione.
2. La stessa pena prevista dal comma 1 si applica in caso di inosservanza
dell'ordine di sospensione dei lavori impartito dal soprintendente a norma
dell'articolo 28.
Articolo 119
Uso illecito
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 59, come modificato dalla legge
1 marzo 1975, n. 44, art. 16)
1. E' punito con l'arresto da 6 mesi ad 1 anno e con l'ammenda da lire
1.500.000 a lire 75.000.000 chiunque destina i beni culturali indicati
nell'articolo 2 ad uso incompatibile con il loro carattere storico od artistico
o pregiudizievole per la loro conservazione o integrita'.
Articolo 120
Collocazione e rimozione illecita
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 59, come modificato dalla legge
1 marzo 1975, n. 44, art. 16)
1. E' punito con l'arresto da 6 mesi ad 1 anno e con l'ammenda da lire
1.500.000 a lire 75.000.000 chiunque omette di fissare al luogo di loro
destinazione, nel modo indicato dal soprintendente, beni appartenenti agli
enti di cui all'articolo 5.
2. Alla stessa pena soggiace il detentore che omette di dare notizia
alla competente soprintendenza del trasporto, dipendente dal suo cambiamento
di dimora, di beni culturali dichiarati a norma dell'articolo 6, ovvero
non osserva le prescrizioni date dalla soprintendenza affinche' i beni
medesimi non subiscano danno.
Articolo 121
Inosservanza delle prescrizioni di tutela indiretta
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 59, come modificato dalla legge
1 marzo 1975, n. 44, art. 16)
1. E' punito con l'arresto da 6 mesi ad 1 anno e con l'ammenda da lire
1.500.000 a lire 75.000.000 chiunque non osserva le prescrizioni date dal
Ministero a norma dell'articolo 49, comma l.
2. L'inosservanza dei provvedimenti cautelari adottati dal Ministero
a norma dell'articolo 49, comma 3 e' punita a norma dell'articolo 129.
Articolo 122
Violazioni in materia di alienazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 62 e 63, come rispettivamente
modificati dalla legge 1 marzo 1975, n. 44, artt. 17 e 18)
1. E' punito con la reclusione fino ad un anno e la multa da lire 3.000.000
a lire 150.000.000:
a) chiunque, senza la prescritta autorizzazione, aliena beni culturali
indicati nell'articolo 55;
b) chiunque, essendovi tenuto, non presenta, nel termine indicato all'articolo
58, comma 2, la denuncia degli atti di trasferimento della proprieta' o
della detenzione di beni culturali;
c) l'alienante di un bene culturale soggetto a diritto di prelazione
che effettua la consegna della cosa in pendenza del termine previsto dall'articolo
60, comma 1.
Articolo 123
Esportazione illecita
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 66, come sostituito dalla legge
30 marzo 1998, n. 88, art. 23, commi 1, 3 e 4)
1. Chiunque trasferisce all'estero cose di interesse artistico, storico,
archeologico, demo-etno-antropologico, bibliografico, documentale o archivistico,
nonche' quelle indicate all'articolo 3, comma 1, lettere d), e) e f), senza
attestato di libera circolazione o licenza di esportazione, e' punito con
la reclusione da uno a quattro anni o con la multa da lire 500.000 a lire
10 milioni.
2. La pena prevista al comma 1 si applica nei confronti di chiunque
non fa rientrate nel territorio nazionale, alla scadenza del termine, beni
culturali per i quali sia stata autorizzata l'uscita o l'esportazione temporanee.
3. Il giudice dispone la confisca delle cose, salvo che queste appartengano
a persona estranea al reato. La confisca ha luogo in conformita' delle
norme della legge doganale relative alle cose oggetto di contrabbando.
4. Se il fatto e' commesso da chi esercita attivita' di vendita al
pubblico o di esposizione a fine di commercio di oggetti di interesse culturale,
alla sentenza di condanna consegue l'interdizione a norma dell'articolo
30 del codice penale.
Articolo 124
Violazioni in materia di ricerche archeologiche
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 68, come modificato dalla legge
1 mano 1975, n. 44, art. 20)
1. E' punito con l'arresto fino ad un anno e l'ammenda da lire 600.000
a lire 6.000.000:
a) chiunque esegue ricerche archeologiche o, in genere, opere per il
ritrovamento di beni indicati all'articolo 2 senza concessione, ovvero
non osserva le prescrizioni date dall'amministrazione;
b) chiunque, essendovi tenuto, non denuncia nel termine prescritto
dall'articolo 87, comma 1 i beni indicati nell'articolo 2 rinvenuti fortuitamente
o non provvede alla loro conservazione temporanea.
Articolo 125
Impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 67, come modificato dalla legge
8 ottobre 1997, n. 352, art. 13)
1. Chiunque si impossessa di beni culturali indicati nell'articolo
2 appartenenti allo Stato a norma dell'articolo 88 e' punito con la reclusione
sino a tre anni e con la multa da lire sessantamila a un milione.
2. La pena e' della reclusione da uno a sei anni e della multa da lire
duecentomila a due milioni se il fatto e' commesso da chi abbia ottenuto
la concessione di ricerca prevista dall'articolo 86.
Articolo 126
Collaborazione per il recupero di beni culturali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 66, comma 5, come sostituito dalla
legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 23, comma 5)
1. La pena applicabile per i reati previsti dagli articoli 123 e 125
e' ridotta da uno a due terzi qualora il colpevole fornisca una collaborazione
decisiva o comunque di notevole rilevanza per il recupero dei beni illecitamente
sottratti o trasferiti all'estero.
Articolo 127
Contraffazione di opere d'arte
(Legge 20 novembre 1971, n. 1062, artt. 3, 4, 5, 6 e 7)
1. E' punito con la reclusione da tre mesi fino a quattro anni e con
la multa da lire 200.000 fino a 6.000.000:
a) chiunque, al fine di trarne profitto, contraffa', altera o riproduce
un'opera di pittura, scultura o grafica, ovvero un oggetto di antichita'
o di interesse storico od archeologico;
b) chiunque, anche senza aver concorso nella contraffazione, alterazione
o riproduzione, pone in commercio, o detiene per farne commercio, o introduce
a questo fine nel territorio dello Stato, o comunque pone in circolazione,
come autentici, esemplari contraffatti, alterati o riprodotti di opere
di pittura, scultura, grafica o di oggetti di antichita', o di oggetti
di interesse storico od archeologico;
c) chiunque, conoscendone la falsita', autentica opere od oggetti,
indicati alle lettere a) e b), contraffatti, alterati o riprodotti;
d) chiunque mediante altre dichiarazioni, perizie, pubblicazioni, apposizione
di timbri od etichette o con qualsiasi altro mezzo accredita o contribuisce
ad accreditare, conoscendone la falsita', come autentici opere od oggetti
indicati alle lettere a) e b) contraffatti, alterati o riprodotti.
2. Se i fatti sono commessi nell'esercizio di un'attivita' commerciale
la pena e' aumentata e alla sentenza di condanna consegue l'interdizione
a norma dell'articolo 30 del codice penale.
3. La sentenza di condanna per i reati previsti dal comma 1 e' pubblicata
su tre quotidiani con diffusione nazionale designati dal giudice ed editi
in tre diverse localita'. Si applica l'articolo 36, comma 3, del codice
penale.
4. E' sempre ordinata la confisca degli esemplari contraffatti, alterati
o riprodotti delle opere o degli oggetti indicati nel comma 1, salvo che
si tratti di cose appartenenti a persone estranee al reato. Delle cose
confiscate e' vietata, senza limiti di tempo, la vendita nelle aste dei
corpi di reato.
Articolo 128
Casi di non punibilita'
(Legge 20 novembre 1971, n. 1062, art. 8, comma 1)
1. Le disposizioni dell'articolo 127 non si applicano a chi riproduce,
detiene, pone in vendita o altrimenti diffonde copie di opere di pittura,
di scultura o di grafica, ovvero copie od imitazione di oggetti di antichita'
o di interesse storico od archeologico, dichiarate espressamente non autentiche
all'atto della esposizione o della vendita, mediante annotazione scritta
sull'opera o sull'oggetto o, quando cio' non sia possibile per la natura
o le dimensioni della copia o dell'imitazione, mediante dichiarazione rilasciata
all'atto della esposizione o della vendita. Non si applicano dei pari ai
restauri artistici che non abbiano ricostruito in modo determinante l'opera
originale.
Articolo 129
Inosservanza dei provvedimenti amministrativi
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 70)
1. Salvo che il fatto non costituisca piu' grave reato, chiunque non
ottempera ad un ordine impartito dall'autorita' preposta alla tutela dei
beni culturali in conformita' del presente Titolo e' punito con le pene
previste dall'articolo 650 del codice penale.
Sezione II
Sanzioni amministrative
Articolo 130
Omessa redazione degli elenchi dei beni culturali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 58, come modificato dalla legge
1 marzo 1975, n. 44, art. 15)
1. Salvo che il fatto costituisca reato, ai rappresentanti degli enti
di cui all'articolo 5 che non presentano o non aggiornano l'elenco descrittivo
dei beni indicati nell'articolo 2, comma 1, lettera a) di loro spettanza
nel termine loro assegnato dal Ministero, si applica la sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da lire 600.000 a lire 6.000.000.
2. Il Ministero dispone la compilazione dell'elenco a spese dell'ente
inadempiente. La nota delle spese e' resa esecutoria con provvedimento
del Ministero. All'esazione si procede nelle forme previste per le entrate
patrimoniali dello Stato.
Articolo 131
Ordine di reintegrazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 59, come modificato dalla legge
1 marzo 1975, n. 44, art. 16)
1. Se per effetto della violazione degli obblighi di conservazione
stabiliti dalle disposizioni del Capo II di questo Titolo il bene culturale
subisce un danno, il Ministero ordina al responsabile l'esecuzione a sue
spese delle opere necessarie alla reintegrazione.
2. Qualora le opere da disporre a norma del comma 1 abbiano rilievo
urbanistico-edilizio l'avvio del procedimento e il provvedimento finale
sono comunicati anche al Comune interessato.
3. In caso di inottemperanza all'ordine impartito a norma del comma
1, il Ministero provvede all'esecuzione d'ufficio a spese dell'obbligato.
Al recupero delle somme relative si provvede nelle forme previste per le
entrate patrimoniali dello Stato.
4. Quando la reintegrazione non sia possibile il responsabile e' tenuto
a corrispondere allo Stato una somma pari al valore della cosa perduta
o alla diminuzione di valore subita dalla cosa.
5. Se la determinazione della somma, fatta dal Ministero, non e' accettata
dall'obbligato, la somma stessa e' determinata da una commissione composta
di tre membri da nominarsi uno dal Ministero, uno dall'obbligato e un terzo
dal presidente del tribunale. Le spese relative sono anticipate dall'obbligato.
Articolo 132
Danno ai beni culturali ritrovati
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 59, come modificato dalla legge
1 marzo 1975, n. 44, art. 16)
1. Le misure previste nell'articolo 131 si applicano anche a chi cagiona
un danno ai beni culturali indicati all'articolo 88, trasgredendo agli
obblighi indicati agli articoli 86 e 87.
Articolo 133
Violazioni in materia di affissione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 60; decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285, art. 23, commi 12 e 13)
1. Chiunque, senza l'autorizzazione prevista dall'articolo 50, colloca
o affigge cartelli o altri mezzi di pubblicita' sugli edifici e nei luoghi
di interesse storico o artistico, o in prossimita' di essi, e' punito con
la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 250.000 a
lire 5.000.000.
2. Il responsabile della violazione e' inoltre tenuto alla rimozione
dei mezzi di pubblicita', nel termine assegnato dal soprintendente. In
caso di inottemperanza, il soprintendente provvede all'esecuzione d'ufficio
a spese dell'obbligato.
3. Nei confronti di coloro che, senza l'autorizzazione prescritta dall'articolo
50, collocano cartelli o altri mezzi pubblicitari lungo le strade site
nell'ambito e in prossimita' di edifici o di luoghi di interesse storico
e artistico, si applicano le sanzioni previste dall'articolo 23 del decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285.
Articolo 134
Perdita di beni culturali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 64, commi 1, 3 e 4)
1. Se, per effetto della violazione degli obblighi stabiliti dall'articolo
5 ovvero dalle disposizioni della sezione I del Capo III e della sezione
I del Capo IV, il bene culturale non sia piu' rintracciabile o risulti
uscito dal territorio nazionale, il trasgressore e' tenuto a corrispondere
allo Stato una somma pari al valore della cosa.
2. Se il fatto e' imputabile a piu' persone queste sono tenute in solido
al pagamento della somma.
3. Se la determinazione della somma fatta dal Ministero non e' accettata
dall'obbligato, la somma stessa e' determinata da una commissione composta
di tre membri da nominarsi uno dal Ministero, uno dall'obbligato e un terzo
dal presidente del tribunale. Le spese relative sono anticipate dall'obbligato.
4. La determinazione della commissione e' impugnabile in caso di errore
o di manifesta iniquita'.
Articolo 135
Violazioni in atti giuridici
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 61; decreto del Presidente della
Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 41)
1. Le alienazioni, le convenzioni e gli atti giuridici in genere, compiuti
contro i divieti stabiliti dalle disposizioni di questo Titolo, o senza
l'osservanza delle condizioni e modalita' da esso prescritte, sono nulli.
2. Resta sempre salva la facolta' del Ministero di esercitare il diritto
di prelazione a norma delle disposizioni contenute nella sezione II del
Capo III.
Articolo 136
Omessa esibizione di documenti per l'esportazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 66, comma 6, aggiunto dalla legge
30 marzo 1998, n. 88, art. 23)
1. Fuori dei casi di concorso nel delitto previsto dall'articolo 123,
comma 1, chiunque trasferisce all'estero i beni indicati nella stessa disposizione
non accompagnati dall'attestato di libera circolazione o dalla licenza
di esportazione e' punito con la sanzione amministrativa del pagamento
di una somma da lire 150.000 a lire 900.000.
Articolo 137
Omessa restituzione di documenti per l'esportazione
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 13)
1. Chi, effettuata l'esportazione di un bene culturale al di fuori
del territorio dell'Unione europea a norma del regolamento CEE, non rende
al competente ufficio di esportazione l'esemplare n. 3 del formulario previsto
dal regolamento (CEE) n. 752/93, della Commissione, del 30 marzo 1993,
attuativo del regolamento CEE, e' punito con la sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da lire 200.000 a lire 1.200.000.
TITOLO II
Beni paesaggistici e ambientali
Capo I
Individuazione
Articolo 138
Beni ambientali
1. Sono beni ambientali, tutelati secondo le disposizioni di questo
Titolo in attuazione dell'articolo 9 della Costituzione:
a) i beni e le aree indicati all'articolo 139 individuati a norma degli
articoli da 140 a 145;
b) i beni e le aree indicati all'articolo 146.
Articolo 139
Beni soggetti a tutela
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 1)
1. Sono soggetti alle disposizioni di questo Titolo in ragione del
loro notevole interesse pubblico:
a) le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale
o di singolarita' geologica;
b) le ville, i giardini e i parchi, non tutelati a norma delle disposizioni
del Titolo 1, che si distinguono per la loro non comune bellezza;
c) i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto
avente valore estetico e tradizionale;
d) le bellezze panoramiche considerate come quadri e cosi' pure quei
punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico dai quali si goda
lo spettacolo di quelle bellezze.
Articolo 140
Elenchi
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 2; decreto del Presidente della
Repubblica 3 dicembre 1975, n. 805, art. 31; decreto del Presidente della
Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, commi 1 e 2)
1. Dei beni indicati alle lettere a) e b) e delle localita' indicate
alle lettere c) e d) dell'articolo 139 le regioni compilano su base provinciale
due distinti elenchi, ai fini della dichiarazione di notevole interesse
pubblico.
2. La compilazione di detti elenchi e' affidata a una commissione istituita
in ciascuna Provincia con provvedimento regionale.
3. La commissione dura in carica quattro anni ed e' composta dai rappresentanti
regionali e provinciali e dai sindaci dei comuni interessati. Della commissione
fanno parte di diritto il soprintendente per i beni ambientali ed architettonici
ed il soprintendente per i beni archeologici competenti per territorio.
4. La commissione aggrega, di volta in volta, un esperto in materia
mineraria o un rappresentante del Corpo forestale dello Stato o altri esperti
la cui presenza sia ritenuta opportuna a seconda della natura dei beni
e delle localita' da tutelare.
5. Le proposte per la dichiarazione di notevole interesse pubblico
delle diverse localita' contenute negli elenchi, le relative planimetrie
ed ogni variante che venga determinata dalla commissione sono pubblicati
per un periodo di tre mesi all'albo pretorio di tutti i comuni interessati
della Provincia e depositati presso i competenti uffici degli stessi comuni.
6. Dell'avvenuta compilazione e pubblicazione degli elenchi e' altresi'
data contestualmente notizia su almeno due quotidiani diffusi nella Regione
territorialmente interessata, nonche' su un quotidiano a diffusione nazionale.
Articolo 141
Approvazione dell'elenco
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 3; decreto del Presidente della
Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, commi 1 e 2)
1. Entro tre mesi dalla pubblicazione dell'elenco i soggetti interessati
possono presentare osservazioni alla Regione, che ha altresi' facolta'
di indire un'inchiesta pubblica.
2. La Regione, sulla base della proposta formulata dalla commissione,
esaminate le osservazioni e tenuto conto dell'esito dell'eventuale inchiesta
pubblica, approva l'elenco, apportandovi le modifiche ritenute opportune.
Articolo 142
Pubblicita' dell'elenco
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 4; decreto del Presidente della
Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, commi 1 e 2)
1. L'elenco approvato e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica Italiana e nel Bollettino Ufficiale della Regione.
2. Copia della Gazzetta Ufficiale e' affissa per un periodo di tre
mesi all'albo pretorio di tutti i comuni interessati. Copia dell'elenco
e delle relative planimetrie resta depositata a libera visione del pubblico
presso gli uffici comunali.
Articolo 143
Dichiarazione dei beni indicati alle lettere a) e b) dell'articolo
139
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 6; decreto del Presidente della
Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, commi 1 e 2)
1. Sulla base dell'elenco dei beni indicati alle lettere a) e b) dell'articolo
139, la Regione emette il provvedimento di dichiarazione di notevole interesse
pubblico, notificandolo ai proprietari, possessori o detentori a qualsiasi
titolo degli immobili. Tale dichiarazione viene trascritta a richiesta
della stessa Regione sui relativi registri immobiliari e depositata presso
il Comune con le modalita' previste all'articolo 142, comma 2.
Articolo 144
Integrazione degli elenchi
(Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art.
82, comma 2, lett. a)
1. Il Ministero ha facolta' di integrare gli elenchi dei beni e delle
localita' indicati all'articolo 139, su proposta del soprintendente competente.
2. La proposta, corredata dalla relativa planimetria, e' inviata dal
Ministero ai comuni interessati affinche' provvedano alla pubblicazione
a norma dell'articolo 140, comma 5. Copia della proposta e della relativa
planimetria resta altresi' depositata a libera visione del pubblico presso
gli uffici comunali. Il Ministero provvede altresi' alla pubblicazione
come previsto dall'articolo 140, comma 6.
3. Entro il termine di sessanta giorni dall'avvenuta pubblicazione
le regioni, gli enti territoriali e gli altri soggetti interessati possono
presentare osservazioni al Ministero.
4. L'integrazione dell'elenco e' approvata con decreto del Ministro,
sentito il competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i
beni culturali e ambientali, che si pronuncia anche sulle eventuali osservazioni
formulate a norma del comma 3.
Articolo 145
Revoca o modifica degli elenchi
(Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art.
82, comma 3)
1. Gli elenchi dei beni e delle localita' indicati all'articolo 139
approvati dal Ministero prima dell'entrata in vigore del decreto del Presidente
della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, nonche' le integrazioni previste
dall'articolo 144, non possono essere revocati o modificati se non previo
parere del competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i
beni culturali e ambientali che si pronuncia nel termine di quarantacinque
giorni dalla data della richiesta.
Articolo 146
Beni tutelati per legge
(Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 art.
82, commi 5, 6 e 7, aggiunti dal decreto legge 27 giugno 1985, n. 312,
convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, artt. 1
e 1-quater)
1. Sono comunque sottoposti alle disposizioni di questo Titolo in ragione
del loro interesse paesaggistico:
a) i territori costieri compresi in una fascia della profondita' di
300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare;
b) i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondita'
di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui
laghi;
c) i fiumi, i torrenti ed i corsi d'acqua iscritti negli elenchi previsti
dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici,
approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e le relative sponde
o piede degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna;
d) le montagne per la parte eccedente 1.600 metri sul livello del mare
per la catena alpina e 1.200 metri sul livello del mare per la catena appenninica
e per le isole;
e) i ghiacciai e i circhi glaciali;
f) i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonche' i territori
di protezione esterna dei parchi;
g) i territori coperti da foreste e da boschi, ancorche' percorsi o
danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento;
h) le aree assegnate alle universita' agrarie e le zone gravate da
usi civici;
i) le zone umide incluse nell'elenco previsto dal decreto del Presidente
della Repubblica 13 marzo 1976, n. 448;
l) i vulcani;
m) le zone di interesse archeologico.
2. Le disposizioni previste dal comma 1 non si applicano alle aree
che alla data del 6 settembre 1985:
a) erano delimitate negli strumenti urbanistici come zone A e B;
b) limitatamente alle parti ricomprese nei piani pluriennali di attuazione,
erano delimitate negli strumenti urbanistici a norma del decreto ministeriale
2 aprile 1968, n. 1444 come zone diverse da quelle indicate alla lettera
a) e, nei comuni sprovvisti di tali strumenti, ricadevano nei centri edificati
perimetrati a norma dell'articolo 18 della legge 22 ottobre 1971, n. 865.
3. La disposizione del comma 1 non si applica ai beni ivi indicati
alla lettera c) che, in tutto o in parte, siano ritenuti irrilevanti ai
fini paesaggistici e pertanto inclusi in apposito elenco redatto e reso
pubblico dalla Regione competente. Il Ministero, con provvedimento adottato
con le procedure previste dall'articolo 144, puo' tuttavia confermare la
rilevanza paesaggistica dei suddetti beni.
4. La disposizione del comma 2 non si applica ai beni indicati all'articolo
139, individuati a norma degli articoli 140 e 144.
Articolo 147
Censimento e catalogazione
(Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, art. 54, comma 1,lett.
b)
1. I beni e le aree indicati agli articoli 139 e 146 sono censiti,
catalogati e individuati anche su cartografia informatizzata da restituirsi
in scala idonea all'identificazione del bene. A tal fine il Ministero,
d'intesa con la Conferenza unificata, predispone tecniche di rappresentazione
e sistemi informatici tra loro compatibili e interscambiabili.
Articolo 148
Convenzioni internazionali
1. L'attivita' di tutela e valorizzazione dei beni ambientali si conforma
ai principi di cooperazione tra Stati, anche nell'ambito di organizzazioni
internazionali, stabiliti dalle convenzioni in materia, rese esecutive
in Italia.
Capo II
Gestione dei beni
Articolo 149
Piani territoriali paesistici
(Decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni
nella legge 8 agosto 1985, n. 431, art. 1-bis)
1. Le regioni sottopongono a specifica normativa d'uso e di valorizzazione
ambientale il territorio includente i beni ambientali indicati all'articolo
146 mediante la redazione di piani territoriali paesistici o di piani urbanistico-territoriali
aventi le medesime finalita' di salvaguardia dei valori paesistici e ambientali.
2. La pianificazione paesistica prescritta al comma 1 e' facoltativa
per le vaste localita' indicate alle lettere c) e d) dell'articolo 139
incluse negli elenchi previsti dall'articolo 140 e dall'articolo 144.
3. Qualora le regioni non provvedano agli adempimenti previsti al comma
1, si procede a norma dell'articolo 4 del decreto del Presidente della
Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, come modificato dall'articolo 8 della
legge 15 marzo 1997, n. 59.
4. Fermo il disposto dell'articolo 164 il Ministero, d'intesa con il
Ministero dell'ambiente e con la Regione, puo' adottare misure di recupero
e di riqualificazione dei beni tutelati a norma di questo titolo i cui
valori siano stati comunque compromessi.
Articolo 150
Coordinamento della disciplina urbanistica
(Legge 17 agosto 1942, n. 1150, art. 5, comma 2, lett. a; art. 7, comma
2, n. 5; decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 art. 52,comma 1)
1. Le linee fondamentali dell'assetto del territorio nazionale per
quanto riguarda i valori ambientali, con finalita' di orientamento della
pianificazione paesistica, sono individuate a norma dell'articolo 52 del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
2. I piani regolatori generali e gli altri strumenti urbanistici si
conformano, secondo l'articolo 5 della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e
le norme regionali, alle previsioni dei piani territoriali paesistici e
dei piani urbanistico-territoriali di cui all'articolo 149. I beni e le
aree indicati agli articoli 139 e 146 sono comunque considerati ai fini
dell'applicazione dell'articolo 7, n. 5, della legge 17 agosto 1942, n.
1150, come sostituito dall'articolo 1 della legge 19 novembre 1968, n.
1187.
3. Le regioni e i comuni possono concordare con il Ministero speciali
forme di collaborazione delle competenti soprintendenze alla formazione
dei piani.
Articolo 151
Alterazione dello stato dei luoghi
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 7; decreto del Presidente della
Repubblica 24 luglio 1977 n. 616, art. 82, commi 1 e 2 e comma 9, aggiunto
dal decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni
nella legge 8 agosto 1985, n. 431, art. 1)
1. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di beni
ambientali inclusi negli elenchi pubblicati a norma dell'articolo 140 o
dell'articolo 144 o nelle categorie elencate all'articolo 146 non possono
distruggerli ne' introdurvi modificazioni, che rechino pregiudizio a quel
loro esteriore aspetto che e' oggetto di protezione.
2. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo dei beni
indicati al comma 1, hanno l'obbligo di sottoporre alla Regione i progetti
delle opere di qualunque genere che intendano eseguire, al fine di ottenere
la preventiva autorizzazione.
3. L'autorizzazione e' rilasciata o negata entro il termine perentorio
di sessanta giorni.
4. Le regioni danno immediata comunicazione delle autorizzazioni rilasciate
alla competente soprintendenza, trasmettendo contestualmente la relativa
documentazione. Il Ministero puo' in ogni caso annullare, con provvedimento
motivato, l'autorizzazione regionale entro i sessanta giorni successivi
alla ricezione della relativa comunicazione.
5. Decorso inutilmente il termine indicato al comma 3, nei successivi
trenta giorni e' data facolta' agli interessati di richiedere l'autorizzazione
al Ministero che si pronuncia entro il termine di sessanta giorni dalla
data di ricevimento della richiesta. L'istanza, corredata da triplice copia
del progetto di realizzazione dei lavori e da tutta la relativa documentazione,
e' presentata alla competente soprintendenza e ne e' data comunicazione
alla Regione.
Articolo 152
Interventi non soggetti ad autorizzazione
(Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 art.
82, commi 8 e 12 aggiunti dal decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito
con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431,art. 1)
1. Non e' richiesta l'autorizzazione prescritta dall'articolo 151:
a) per gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di
consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino lo stato
dei luoghi e l'aspetto esteriore degli edifici;
b) per gli interventi inerenti l'esercizio dell'attivita' agro-silvo-pastorale
che non comportino alterazione permanente dello stato dei luoghi con costruzioni
edilizie ed altre opere civili, e sempre che si tratti di attivita' ed
opere che non alterino l'assetto idrogeologico del territorio;
c) per il taglio colturale, la forestazione, la riforestazione, le
opere di bonifica, antincendio e di conservazione da eseguirsi nei boschi
e nelle foreste indicati alla lettera g) dell'articolo 146, purche' previsti
ed autorizzati in base alle norme vigenti in materia.
Articolo 153
Inibizione o sospensione dei lavori
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, artt. 8 e 9; decreto del Presidente
della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, commi 1,2 e 4)
1. Indipendentemente dalla inclusione di un bene ambientale negli elenchi
previsti agli articoli 140 e 144 e dalla notifica prescritta dall'articolo
143 la Regione e il Ministero hanno facolta' di:
a) inibire che si eseguano lavori senza autorizzazione o comunque capaci
di pregiudicare il bene;
b) ordinare, anche quando non sia intervenuta la diffida prevista alla
lettera a), la sospensione di lavori iniziati.
2. Il provvedimento di inibizione o sospensione dei lavori incidenti
su di un bene non ancora dichiarato e notificato di notevole interesse
pubblico si intende revocato se entro il termine di novanta giorni non
sia stata comunicata agli interessati la deliberazione della commissione
provinciale di cui all'articolo 140 o la proposta della soprintendenza
prevista all'articolo 144.
3. Il provvedimento cautelare nonche' gli atti successivi indicati
al comma 2 sono comunicati anche al Comune interessato.
Articolo 154
Rimborso spese a seguito della sospensione dei lavori
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 10)
1. Per lavori su beni ne' precedentemente inclusi negli elenchi previsti
dagli articoli 140 e 144, ne' precedentemente dichiarati e notificati di
notevole interesse pubblico, dei quali sia stata ordinata la sospensione,
senza che fosse stata intimata la preventiva diffida di cui all'articolo
153, comma 1, l'interessato puo' ottenere il rimborso delle spese sostenute
sino al momento della notificata sospensione. Le opere gia' eseguite sono
demolite a spese dell'autorita' che ha disposto la sospensione.
Articolo 155
Interventi soggetti a particolari prescrizioni
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 11)
1. Nel caso di aperture di strade e di cave, nel caso di condotte per
impianti industriali e di palificazione nell'ambito e in vista delle localita'
indicate alle lettere c) e d) dell'articolo 139, ovvero in prossimita'
delle cose indicate alle lettere a) e b) dello stesso articolo, la Regione
ha facolta' di prescrivere le distanze, le misure e le varianti ai progetti
in corso d'esecuzione, le quali, tenendo in debito conto l'utilita' economica
delle opere gia' realizzate valgano ad evitare pregiudizio ai beni protetti
da questo Titolo.
2. La medesima facolta' spetta al Ministero che la esercita previa
consultazione della Regione.
Articolo 156
Opere da eseguirsi da parte di amministrazioni statali
(Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art.
82, commi 10 e 11 aggiunti dal decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito
con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, art. 1; legge 11 marzo
1988, n. 67, art. 17, comma 24; legge 8 luglio 1986, n. 349, art. 2, comma
1, lett. d e art. 6)
1. Qualora la richiesta di autorizzazione prevista dall'articolo 151
riguardi opere da eseguirsi da parte di amministrazioni statali, ivi compresi
gli alloggi di servizio per il personale militare, il Ministero puo' in
ogni caso rilasciare o negare entro sessanta giorni l'autorizzazione, anche
in difformita' della decisione regionale.
2. Per i progetti di opere comunque soggetti a valutazione di impatto
ambientale a norma dell'articolo 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349 e
da eseguirsi da parte di amministrazioni statali, l'autorizzazione prescritta
dal comma 1 e' rilasciata secondo le procedure previste all'articolo 26.
3. Per le attivita' minerarie di ricerca ed estrazione di cui al regio
decreto 29 luglio 1927, n. 1443, l'autorizzazione del Ministero prevista
dal comma 1 e' rilasciata sentito il Ministero dell'industria, del commercio
e dell'artigianato. Restano ferme le competenze del Ministero dell'ambiente
in materia di cave e torbiere.
Articolo 157
Cartelli pubblicitari
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 14, commi 1 e 2; decreto legislativo
30 aprile 1992, n. 285, art. 23, commi 3 e 4)
1. Nell'ambito e in prossimita' dei beni ambientali indicati nell'articolo
138 e' vietato collocare cartelli e altri mezzi pubblicitari se non previa
autorizzazione della Regione.
2. Lungo le strade site nell'ambito e in prossimita' dei beni indicati
nel comma 1 e' vietato collocare cartelli o altri mezzi pubblicitari, salvo
autorizzazione rilasciata a norma dell'articolo 23, comma 4, del decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, previo parere favorevole della Regione
sulla compatibilita' della collocazione o della tipologia dell'insegna
con l'aspetto, il decoro e il pubblico godimento degli edifici o dei luoghi
soggetti a tutela.
Articolo 158
Colore delle facciate dei fabbricati
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 14, commi 3 e 4; decreto del Presidente
della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, commi 1e 2)
1. La Regione puo' ordinare che nelle localita' contemplate dalle lettere
c) e d) dell'articolo 139, sia dato alle facciate dei fabbricati, il cui
colore rechi disturbo alla bellezza dell'insieme, un diverso colore che
con quella armonizzi.
2. In caso di inadempienza, la Regione provvede all'esecuzione d'ufficio.
Articolo 159
Vigilanza
(Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art.
82, commi 1 e 2 e comma 12 aggiunto dal decreto legge 27 giugno 1985, n.
312, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, art.
1)
1. Le funzioni di vigilanza sui beni ambientali tutelati da questo
Titolo sono esercitate dal Ministero e dalle regioni.
Articolo 160
Notifiche eseguite ed elenchi compilati ai sensi della normativa previgente
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 18)
1. Le notifiche di importante interesse pubblico delle bellezze naturali
o panoramiche, eseguite in base alla legge 11 giugno 1922, n. 778 e gli
elenchi compilati a norma della legge 29 giugno 1939, n. 1497 sono validi
a tutti gli effetti di questo Titolo.
Articolo 161
Regolamento
1. Con decreto del Presidente della Repubblica, adottato a norma dell'articolo
17, comma 1 della legge 23 agosto 1988, n. 400 e' emanato il regolamento
per l'attuazione delle disposizioni di questo Titolo.
2. Fino all'emanazione del regolamento previsto al comma 1 restano
in vigore, in quanto applicabili, le disposizioni del regolamento approvato
con regio decreto 3 giugno 1940, n. 1357.
Articolo 162
Disposizione transitoria
(Decreto legge 27 giugno 1985, n. 312 convertito con modificazioni
nella legge 8 agosto 1985, n. 431, artt. 1-ter e 1-quinquies)
1. Fino all'approvazione dei piani previsti all'articolo 149 non e'
concessa l'autorizzazione prevista dall'articolo 151 per i beni individuati
a norma dell'articolo 1-ter del decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito
con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, e per quelli interessati
da provvedimenti adottati a norma dell'articolo 1-quinquies del medesimo
decreto e pubblicati in data anteriore al 6 settembre 1985.
Capo III
Sanzioni penali e amministrative
Articolo 163
Opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformita' da essa
(Legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 20; decreto legge 27 giugno 1985,
n. 312 convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431,
art. 1-sexies)
1. Chiunque, senza la prescritta autorizzazione o in difformita' di
essa, esegue lavori di qualsiasi genere su beni ambientali e' punito con
le pene previste dall'articolo 20 della legge 28 febbraio 1985, n. 47.
2. Con la sentenza di condanna viene ordinata la rimessione in pristino
dello stato dei luoghi a spese del condannato. Copia della sentenza e'
trasmessa alla Regione ed al Comune nel cui territorio e' stata commessa
la violazione.
Articolo 164
Ordine di rimessione in pristino o di versamento di indennita' pecuniaria
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 15)
1. In caso di violazione degli obblighi e degli ordini previsti da
questo Titolo, il trasgressore e' tenuto, secondo che la Regione ritenga
piu' opportuno, nell'interesse della protezione dei beni indicati nell'articolo
138, alla rimessione in pristino a proprie spese o al pagamento di una
somma equivalente al maggiore importo tra il danno arrecato e il profitto
conseguito mediante la trasgressione. La somma e' determinata previa perizia
di stima.
2. Con l'ordine di rimessione in pristino e' assegnato al trasgressore
un termine per provvedere.
3. In caso di inottemperanza, la Regione provvede d'ufficio per mezzo
del prefetto e rende esecutoria la nota delle spese.
4. Le somme riscosse a norma del comma 1 sono utilizzate per finalita'
di salvaguardia, interventi di recupero dei valori ambientali e di riqualificazione
delle aree degradate.
Articolo 165
Violazione in materia di collocamento o affissione di mezzi di pubblicita'
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 60; legge 29 giugno 1939, n. 1497
art. 14, commi 2 e 4; decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, art.
23, commi 12 e 13)
1. Chiunque non osserva il divieto di collocamento o affissione di
manifesti, cartelli, iscrizioni ed altri mezzi di pubblicita' adottato
dall'autorita' preposta alla tutela paesaggistica a norma dell'articolo
157, comma 1 e' punito con la sanzione amministrativa del pagamento di
una somma da lire 250.000 a lire 5.000.000.
2. Il responsabile della violazione e' tenuto alla rimozione dei mezzi
di pubblicita', nel termine assegnato dall'autorita' amministrativa. In
caso di inottemperanza, la medesima autorita' provvede all'esecuzione d'ufficio
a spese dell'obbligato.
3. Nei confronti di coloro che, senza l'autorizzazione prescritta dall'articolo
157, comma 2, collocano cartelli o altri mezzi pubblicitari lungo le strade
site nell'ambito e in prossimita' dei beni ambientali indicati nell'articolo
138, si applicano le sanzioni previste dall'articolo 23 del decreto legislativo
30 aprile 1992, n. 285.
Articolo 166
Norme abrogate
1. Salvo quanto previsto nel comma 2, sono abrogate le seguenti disposizioni:
- legge 1 giugno 1939, n. 1089;
- legge 29 giugno 1939, n. 1497;
- legge 2 aprile 1950, n. 328;
- legge 21 dicembre 1961, n. 1552;
- decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409,
limitatamente agli articoli 18, 21-25, 27, 28, 30, 32-43, 45;
- legge 30 marzo 1965, n. 340, ad eccezione dell'articolo 2;
- legge 3 febbraio 1971, n. 147;
- legge 20 novembre 1971, n. 1062, ad eccezione degli articoli 8, secondo
comma, e 9;
- decreto legge 5 luglio 1972, n. 288, convertito, con modificazioni,
nella legge 8 agosto 1972, n. 487;
- legge 1 marzo 1975, n. 44, limitatamente agli articoli 10 e 15 -21;
- decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, limitatamente
all'articolo 82, commi 3 e seguenti;
- legge 23 luglio 1980, n. 502;
- legge 27 giugno 1985, n. 332, limitatamente all'articolo 1;
- decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni
nella legge 8 agosto 1985, n. 431, ad eccezione dell'articolo 1-ter e dell'articolo
1-quinquies;
- legge 5 giugno 1986, n. 253;
- decreto legge 9 dicembre 1986, n. 832, convertito con modificazioni
nella legge 6 febbraio 1987, n. 15, limitatamente all'articolo 4-bis;
- legge 11 marzo 1988, n. 67, limitatamente all'articolo 17, comma
24;
- decreto legge 14 novembre 1992, n. 433, convertito con modificazioni
nella legge 14 gennaio 1993, n. 4, limitatamente agli articoli 3, comma
1, e 4, commi 3, 5 e 5-ter;
- decreto del Presidente della Repubblica 22 aprile 1994, n. 368;
- decreto legge 23 febbraio 1995, n. 41, convertito con modificazioni
nella legge 22 marzo 1995, n. 85, limitatamente all'articolo 47-quater;
- legge 25 marzo 1997, n. 78, limitatamente all'articolo 1, commi 2
e 4;
- legge 15 maggio 1997, n. 127, limitatamente all'articolo 12, comma
5;
- legge 8 ottobre 1997, n. 352, limitatamente agli articoli 3, 5,8;
- legge 13 novembre 1997, n. 395;
- legge 30 marzo 1998, n. 88, ad eccezione degli articoli 19, comma
2, e 26.
2. In questo Testo Unico sono inserite le disposizioni legislative
vigenti alla data del 31 ottobre 1998. Fino all'entrata in vigore del primo
decreto legislativo emanato a norma dell'articolo 1, comma 4, della legge
8 ottobre 1997, n. 352, restano ferme le disposizioni legislative concernenti
le materie disciplinate da questo Testo Unico entrate in vigore a decorrere
dal 1 novembre 1998, ivi comprese quelle dei decreti legislativi 20 ottobre
1998, n. 368 e 30 luglio 1999, n. 300, per effetto delle quali alle denominazioni
di Ministro e Ministero per i beni culturali e ambientali sono state sostituite
quelle di Ministro e Ministero per i beni e le attivita' culturali, denominati
in questo Testo Unico, rispettivamente, "Ministro" e "Ministero".
Allegato A
(Previsto dagli artt. 62, comma 1, 72, comma 1 e 73, comma 3, lettera
a)
A. Categorie di beni:
1. Reperti archeologici aventi piu' di cento anni provenienti da:
a) scavi e scoperte terrestri o sottomarine;
b) siti archeologici;
c) collezioni archeologiche.
2. Elementi, costituenti parte integrante di monumenti artistici, storici
o religiosi e provenienti dallo smembramento dei monumenti stessi, aventi
piu' di cento anni.
3. Quadri e pitture diversi da quelli appartenenti alle categorie 4
e 5 fatti interamente a mano su qualsiasi supporto e con qualsiasi materiale
(1).
4. Acquerelli, guazzi e pastelli eseguiti interamente a mano su qualsiasi
supporto.
5. Mosaici diversi da quelli delle categorie 1 e 2 realizzati interamente
a mano con qualsiasi materiale (1) e disegni fatti interamente a mano su
qualsiasi supporto.
6. Incisioni, stampe, serigrafie e litografie originali e relative
matrici, nonche' manifesti originali (1).
7. Opere originali dell'arte statuaria o dell'arte scultorea e copie
ottenute con il medesimo procedimento dell'originale (1), diverse da quelle
della categoria l.
8. Fotografie, film e relativi negativi (1).
9. Incunaboli e manoscritti, compresi le carte geografiche e gli spartiti
musicali, isolati o in collezione (1).
10. Libri aventi piu' di cento anni, isolati o in collezione.
11. Carte geografiche stampate aventi piu' di duecento anni.
12. Archivi e supporti, comprendenti elementi di qualsiasi natura aventi
piu' di cinquanta anni.
13. a) Collezioni ed esemplari provenienti da collezioni di zoologia,
botanica, mineralogia, anatomia.
b) Collezioni aventi interesse storico, paleontologico, etnografico
o numismatico.
14. Mezzi di trasporto aventi piu' di settantacinque anni.
15. Altri oggetti di antiquariato non contemplati dalle categorie da
1 a 14, aventi piu' di cinquanta anni.
I beni culturali rientranti nelle categorie da 1 a 15 sono disciplinati
da questo Testo Unico soltanto se il loro valore e' pari o superiore ai
valori indicati alla lettera B.
B. Valori applicabili alle categorie indicate nella lettera A (in lire):
1) 0 (zero)
1. Reperti archeologici
2. Smembramento di monumenti
9. Incunaboli e manoscritti
12. Archivi
2) 27.067.800
5. Mosaici e disegni
6. Incisioni
8. Fotografie
11. Carte geografiche stampate
3) 54.135.600
4. Acquerelli, guazzi e pastelli
4) 90.226.000
7. Arte statuaria
10. Libri
13. Collezioni
14. Mezzi di trasporto
15. Altri oggetti
5) 270.678.000
3. Quadri
Il rispetto delle condizioni relative ai valori deve essere accertato
al momento della presentazione della domanda di restituzione. Il valore
e' quello del bene nello Stato membro al quale e' stata avanzata richiesta
di restituzione.
(1) Aventi piu' di cinquanta anni e non appartenenti all'autore. |
|