Dialetto
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*** Leggere è come vivere una seconda vita (vedi perché) *** 
La lingua parlata a Frosolone: maschile e femminile

 
Come già si è avuto modo di distinguere per alcune regole grammaticali, il dialetto di Frosolone tronca le parole e forma il femminile modificando la sillaba iniziale. Come avviene anche per il plurale.
Secondo il tipo di vocabolo, la sua lunghezza in sillabe e la tipologia di sillaba iniziale, si ha un determinato aspetto della forma femminile o maschile. 
Un esempio può essere dedotto da come sono chiamati gli alberi da frutta e i rispettivi frutti che, in italiano, assumono la rispettiva forma maschile e femminile. In dialetto è generalmente il contrario.
Lu pir(e) ossia la frutta, la per(a) ossia l'albero, il pero, la pera;
lu mil(e) ossia la frutta, la mel(a) ossia l'albero, melo, mela;
in questi casi si trasforma in e, al femminile, la vocale della prima sillaba in i al maschile.
La ficura, il fico (come in italiano ma femminile);
la cerasc(e), che vale sia per il ciliegio che per la ciliega;
la noc(e), che vale sia per il noce che per la noce;
la casctagn(e), che vale sia per il castagno che per la castagna.

Alcune parole che possono avere sia il maschile che il femminile

Quando le parole sono simili varia soltanto l'articolo come negli esempi seguenti:
lu monach(e), la monach(a), il monaco, la monaca;

l'as(e)n(e), la as(e)n(a), l'asino, l'asina;
lu mul(e), la mul(a), il mulo, la mula;
lu cavall(e), la cavall(a), il cavallo, la cavalla.

La trasformazione della consonante g iniziale in u avviene solo per il genere maschile, mentre al femminile scompare, come nell'esempio che segue:
lu uatt(e), la att(a), il gatto, la gatta;
lu uobb(e), la obb(a), il gobbo, la gobba
(ossia donna gobba);
lu uall(e), la allin(a), il gallo, la gallina.

Nei casi in cui anche in italiano i vocaboli siano differenti tra maschile e femminile, si mantiene tale differenza anche nel dialetto, tranne qualche variazione di vocale interna. Ciò avviene nelle parole che abbiamo più di due sillabe, (in italiano più di tre):
lu pruf(e)ssor(e), la pruf(e)ssuress(a), il professore, la professoressa;
lu princ(e)p(e), la pr(e)nc(e)pess(a), il principe, la principessa;
l'abbat(e), la badess(a), l'abate, la badessa.

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